Sarroch, petrolio comprato dall’Isis: blitz della Guardia di Finanza alla Saras

Le Fiamme Gialle hanno preso dei documenti ufficiali della raffineria, al centro c’è l’inchiesta aperta nel 2020. Il greggio sarebbe stato acquistato dai terroristi a prezzi convenienti. La società: “Piena collaborazione alle indagini”

Blitz della Guardia di Finanza nello stabilimento della Saras di Sarroch. Al centro c’è l’indagine, aperta nel 2020, che vedrebbe i terroristi dell’Isis aver comprato petrolio proprio nella raffineria a pochi chilometri da Cagliari a prezzi convenienti. I pm Guido Pani e Danilo Tronci avevano stilato una relazione: il petrolio arrivava da Medio Oriente sino a Sarroch, per acquisti di greggio non commercializzabile e per il quale sarabbero stati sborsati molti soldi per acquistare tonnellate di petrolio a prezzi vantaggiosi, con il denaro intascato che sarebbe poi stato utilizzato dai venditori per pagare la guerra tra Isis, Baghdad e curdi. La Saras ha sempre smentito tutto, è proprio la società a dar notizia del blitz delle Fiamme Gialle attraverso una nota ufficiale.

“Saras S.p.A. (la “Società”) rende noto che nella giornata odierna, su mandato della Procura Distrettuale di Cagliari, nell’ambito delle indagini relative all’acquisto di grezzo di origine curda, già rese note nei comunicati stampa della società dell’8 e 9 ottobre 2020, la Guardia di Finanza ha effettuato un’acquisizione di documentazione relativa al modello organizzativo e ai verbali dell’organismo di vigilanza di Saras, presso la sede della Società a Sarroch. Saras ha come sempre fornito piena collaborazione alle indagini e ribadisce l’assoluta fiducia nella rapida attività dell’autorità giudiziaria, volta a chiarire prontamente la posizione della società in merito all’iniziativa investigativa”.