Sarroch, Relazione ISDE su esposizione di minori a benzene e criticità sanitarie in area SIN: il Comitato Civico per la Tutela Ambientale e della Salute di Sarroch rende pubblica la documentazione medico-scientifica trasmessa il 30 dicembre 2025 da ISDE Italia – Sezione Sardegna, relativa a una situazione di grave rilevanza ambientale e sanitaria nel territorio del paese.
La relazione ISDE, indirizzata alle principali autorità competenti (Comune, ASL, ARPAS, Prefettura e Ministero dell’Ambiente), riguarda in particolare l’esposizione di minori a benzene e composti organici volatili (COV) in prossimità di una scuola primaria, all’interno di un territorio classificato come Sito di Interesse Nazionale (SIN) per le bonifiche.
Il documento richiama dati e riscontri contenuti nel Rapporto ISPRA–ARPAS 2025, che evidenziano emissioni diffuse e fuggitive di benzene, sostanza cancerogena certa priva di soglia di sicurezza. Studi epidemiologici e pediatrici che documentano assorbimento biologico del benzene nei bambini e danni misurabili al DNA; evidenze di eccessi di patologie respiratorie e leucemie nei territori industriali del Sulcis.
La persistente assenza di interventi di bonifica, nonostante il riconoscimento formale del rischio ambientale.
ISDE richiama espressamente il principio di precauzione, sottolineando che le evidenze scientifiche non possono essere ignorate o minimizzate quando riguardano la salute dei bambini, e sollecita interventi immediati di prevenzione, controllo e tutela sanitaria.
“La lettura integrale di questi atti è indispensabile per comprendere non solo la gravità della condizione ambientale e sanitaria di Sarroch, ma anche la responsabilità istituzionale derivante da anni di mancata prevenzione e di assenza di una guida politica coerente, a tutti i livelli di governo”.
Il Comitato annuncia che “continuerà a operare affinché questi atti non restino lettera morta e affinché la tutela della salute pubblica, in particolare dei minori, torni ad essere una priorità concreta e non solo dichiarata”.
“Gli impianti della raffineria e le attività petrolchimiche sono da anni al centro delle preoccupazioni dei
cittadini, di comitati per la difesa della salute pubblica, di associazioni ambientaliste e scientifiche come
ISDE Medici per l’Ambiente” si legge nella comunicazione. “Preoccupazioni condivise, seppur solo di recente, da organi istituzionali, tanto da spingere il Comune di Sarroch a campagne di monitoraggio ambientale e di controllo sulla salute della popolazione residente.
I dati dello European Pollutant Release and Transfer Register di quanto rilasciato direttamente in
aria dalla raffineria Saras sono: 20 tonnellate di benzene, oltre 22 chili di cadmio, circa 11 tonnellate di cloro, oltre 35 chili di mercurio, 2 tonnellate di cromo, 1.890 tonnellate di composti organici volatili, 275 tonnellate di PM10. Alcuni studi come Il Rapporto sullo stato di salute delle popolazioni residenti
in aree interessate da poli industriali, minerari e militari della Regione Sardegna del 2006 (A. Biggeri), hanno evidenziato “l’alta incidenza di malattie respiratorie e di tumori del polmone e della
pleura”. Lo studio SENTIERI dell’Istituto Superiore di Sanità (Epi&Prev,2011) rileva che per uomini e donne è presente un eccesso di mortalità per le malattie dell’apparato respiratorio. Il tumore della pleura è in eccesso e entrambi i generi. Si rileva un eccesso della mortalità per le condizioni morbose perinatali. I comuni di Portoscuso e Sarroch presentano delle criticità legate alla presenza di
industrie metallurgiche, di raffinazione, di produzione energetica da combustibili fossili (Carbone e TAR), oltre alla presenza di attività minerarie pregresse e mai bonificate.
In altre parole, lo Studio SENTIERI (Studio Epidemiologico Nazionale dei Territori e Insediamenti
Esposti a Rischio di Inquinamento) ha solamente contato il numero dei malati e dei morti nei SIN, sostenendo già nella prima stesura dei risultati (2011) e con gli aggiornamenti del 2014, 2019 e 2023
l’aumentata morbilità e mortalità soprattutto per le leucemie e i tumori del sistema nervoso centrale e che chi vive in quelle zone inquinate si ammala, si ricovera e muore di più rispetto al resto della popolazione Italiana. Da qui la necessità di procedere quanto prima con le bonifiche in tutti i SIN,
bonifiche che non sono mai state avviate”.











