Sardegna in zona gialla con l’aumento dei casi Covid più basso d’Italia

Da lunedì 24 gennaio, salvo sorprese, anche l’isola lascia la fascia con minori restrizioni. Non cambia molto rispetto alle attuali normative, visto che la mascherina all’aperto è già obbligatoria fino al 1 febbraio anche in zona bianca e visti gli obblighi legati al green pass ma, dopo due anni di pandemia e una campagna di vaccinazioni senza precedenti, essere ancora in questa situazione è davvero pesante

Salvo sorprese dell’ultimo minuto, la Sardegna da lunedì prossimo entrerà in zona gialla. Dopo aver resistito nelle ultime settimane sul filo dei posti letto in ospedale, nei giorni scorsi anche l’ultimo dato che garantiva il bianco all’isola, la percentuale di ricoverati nei reparti Covid, ha superato il limite consentito del 15%, passando al 16% mercoledì e al 17% ieri. L’occupazione delle terapie intensive aveva da tempo sforato il 10%, tanto che l’assessore della Sanità Mario Nieddu ha annunciato che la Regione è pronta ad attivarne altre 27 in 24 ore, se sarà necessario come evidentemente si teme. Anche il terzo parametro, l’incidenza dei casi ogni 100mila abitanti, fissato a 50 per la zona bianca, è superato da tempo. Ma, proprio nella settimana in cui rischia il giallo, la Sardegna quasi paradossalmente registra l’incidenza più bassa d’Italia, 594,6 (dato comunque in crescita rispetto al 553,7 della settimana precedente).

Dal punto di vista delle normative e delle restrizioni, poco cambia nella vita di tutti giorni, anche perché la mascherina all’aperto è già obbligatoria in zona bianca fino al 1 febbraio. Non cambierà molto neanche per gli accessi in ristoranti, bar e pizzerie, già ora blindati con il green pass. Ma essere in questa situazione, dopo quasi due anni di pandemia e una campagna di vaccinazione senza precedenti, è davvero pesante per tutti.

Per quanto riguarda la situazione nazionale, nel periodo 22 dicembre 2021 – 4 gennaio 2022, l’Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 1,31, in calo rispetto ai sette giorni precedenti, quando era 1,56. Varie Regioni, però, hanno avuto problemi nell’invio dei dati e potrebbe esserci una sottostima. A re registrare il valore più alto a livello nazionale dell’incidenza è ancora una volta Bolzano.  Stabile anche il tasso di occupazione delle terapie intensive.


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