Sardegna, l’estate nera degli alberghi: “Mancano 10mila lavoratori tra cuochi, camerieri e bagnini”

Il caso dell’Isola dove gli imprenditori non trovano personale finisce alla ribalta nazionale. Fausto Mura, Federalberghi, ha i dati ufficiali: “Non si trova personale qualificato, mi riferisco a chi non campa col reddito di cittadinanza. Stipendi inadeguati? Falso mito, se pago il doppio un cameriere o un lavapiatti non si trasformano in chef preparati”


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In Sardegna il lavoro, d’estate, c’è, ma senza competenze si crea un buco mostruoso di posti vacanti: “Diecimila e solo per quanto riguarda il settore diretto. Con gli operai di lavanderie industriali il totale cresce”. Estate 2023, ecco i numeri aggiornati snocciolati dal presidente di Federalberghi sud Sardegna, Fausto Mura, ma legati a tutta l’Isola. Un caso finito alla ribalta nazionale, addirittura su Rai 1: “Tanti clienti ma manca il personale”. Meglio, non si trova quello qualificato: “Parliamo di chi ha fatto gavetta all’estero, sa fare il sommelier o conosce almeno tre lingue”. I posti e gli stipendi sono lì, a portata di mano ma anche di esperienza. E se quest’ultima non c’è il castello crolla: “Abbiamo un grosso problema nella reperibilità del personale ad alta qualifica. Ci mancano cuochi, secondi cuochi, maitre e chef de rang, receptionist e sales manager. Un buco di 10mila persone che aumenta se si considerano le realtà che indirettamente lavorano e fanno perciò parte comunque del comparto alberghiero della Sardegna. È il terzo anno consecutivo che lanciamo questo allarme”, dice Mura, “la cosa più grave e assurda è che nessuno risponde al nostro sos”.
“Il problema maggiore è la formazione professionale. Gli esperti andati in pensione non sono stati rimpiazzati da altrettanti giovani qualificati, questo è il vero problema. Il reddito di cittadinanza lo prende chi non ha qualifiche o capacità. Ed è anche un falso mito quello degli stipendi non adeguati. Se io pagassi il doppio un cameriere non diventerebbe un maitre, se raddoppiassi la paga di un lavapiatti non si trasformerebbe un uno chef executive. Gli stipendi sono adeguati, è il personale valido che non c’è”.


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