Pazienti oncologici costretti ad aspettare mesi per l’invalidità: “Il tempo è un diritto, l’Inps rispetti i diritti delle persone con disabilità”. Lettera aperta della presidente dell’Associazione Emera che difende i malati: “Ogni giorno, raccolgo le testimonianze di persone che attendono il riconoscimento di diritti essenziali”.
“Dietro ogni domanda di invalidità civile o di riconoscimento della disabilità non c’è un semplice fascicolo amministrativo, ma una persona che affronta una malattia, una disabilità o una condizione di particolare fragilità.
Per questo il tempo non è un dettaglio burocratico: è parte integrante del diritto alla tutela.
La riforma dell’accertamento della disabilità, introdotta dal D.Lgs. 62/2024 e progressivamente estesa nel 2026, rappresenta un cambiamento importante. L’obiettivo è rendere il sistema più semplice, uniforme e maggiormente centrato sulla persona, riducendo gli adempimenti e migliorando l’efficienza delle procedure.
Come Associazione Emera guardiamo con favore a questa riforma, ma chiediamo che venga applicata pienamente e con responsabilità, affinché i diritti riconosciuti dalla legge trovino concreta attuazione.
Particolare attenzione deve essere riservata alle persone affette da patologie oncologiche. La normativa prevede per loro una corsia preferenziale, perché chi combatte contro un tumore non può attendere mesi per ottenere il riconoscimento delle tutele previste dall’ordinamento. Ogni ritardo può compromettere l’accesso tempestivo ai benefici, ai permessi lavorativi, ai sostegni economici e ai servizi indispensabili durante il percorso di cura.
Lo stesso vale per tutte le persone con disabilità. Gli accertamenti devono essere svolti nei tempi previsti dalle norme e con procedure efficienti, evitando ritardi che finiscono per aggravare situazioni già molto difficili.
Tra gli strumenti più importanti introdotti dalla riforma vi è la possibilità di effettuare la valutazione sugli atti, quando la documentazione sanitaria è completa e sufficiente. Utilizzare questa modalità in tutti i casi in cui è possibile significa ridurre le liste d’attesa, evitare visite inutili e garantire risposte più rapide ai cittadini.
Come Presidente – spiega Maria Francesca Congiu – dell’Associazione Emera rivolgo un appello all’INPS e a tutte le istituzioni coinvolte affinché la riforma venga applicata con efficacia e uniformità su tutto il territorio. Chiediamo: il pieno rispetto della corsia preferenziale prevista per i pazienti oncologici;
il rispetto dei tempi stabiliti dalla normativa per gli accertamenti della disabilità; un utilizzo concreto delle procedure semplificate e della valutazione sugli atti per ridurre le attese;
un sistema che metta davvero al centro la persona e i suoi diritti.
Una Pubblica Amministrazione efficiente si misura anche dalla capacità di dare risposte tempestive a chi vive una condizione di maggiore vulnerabilità.
L’Associazione Emera continuerà a vigilare, a raccogliere le segnalazioni dei cittadini e a promuovere ogni iniziativa utile affinché nessuno debba attendere oltre il necessario per vedere riconosciuti i propri diritti.
Il rispetto dei tempi previsti dalla legge non è una scelta discrezionale: è un preciso dovere delle istituzioni e una garanzia di giustizia, dignità ed equità sociale”.
20260730_195411.jpg~821 KBVisualizza Download









