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San Gavino, apparecchiature donate al reparto di Cardiologia in memoria di Marika

di Valeria Putzolu
18 Luglio 2024
in area-vasta

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San Gavino, apparecchiature donate al reparto di Cardiologia in memoria di Marika

Poche parole su una targa per un grande gesto: “A te, che hai saputo trasformare la disperazione e il dolore in dono. Grazie Marika”. Una donazione avvenuta nel segno della carità in memoria di Marika Pes, la ragazza di Gonnosfanadiga deceduta a causa di una grave infezione cerebrale lo scorso aprile. Si è tenuta due giorni fa nel reparto di Cardiologia dell’ospedale Nostra Signora di Bonaria di San Gavino Monreale la piccola, ma sentita, cerimonia di consegna di un monitor saturimetro, di un defibrillatore monitor, insieme a un deambulatore e una carrozzina, acquistati grazie alle donazioni della comunità di Gonnosfanadiga e degli amici di Marika raccolte da parte dell’associazione Madri Cristiane della Parrocchia Sacro Cuore di Gonnosfanadiga Diocesi di Ales. Prima della consegna ufficiale Sabrina Foddi, mamma di Marika, Gianna Maria Floris, presidente delle Madri Cristiane di Gonnosfanadiga, il parroco del Sacro Cuore, Giorgio Lisci, il direttore della Cardiologia Gianfranco Delogu, la dottoressa Margherita Casula e la coordinatrice infermieristica Laura Cabua si sono riuniti in un momento di raccoglimento per ricordare la quindicenne andata via troppo presto.

“Marika si impegnava in qualunque cosa facesse, nell’oratorio, nello sport, si donava agli altri senza mai imporsi e  quando è stata male, tanta gente ci è stata vicina, abbiamo sentito tanto affetto e collaborazione”, ha spiegato la mamma di Marika. “In tanti ci hanno chiesto di fare qualcosa. Le Madri Cristiane si sono fatte carico di questa missione e oggi siamo qui”.

“Nella tristezza, siamo contenti grazie a Marika, ai genitori e alle Madri Cristiane che hanno pensato di voler donare al nostro reparto questi dispositivi sofisticati che ci sono necessari”, ha affermato il responsabile della Cardiologia, Gianfranco Delogu “questo gesto ci consentirà di far continuare a vivere Marika nel suo bellissimo ricordo e di riuscire a curare al meglio le persone che ne avranno bisogno. Siamo contenti di essere molto vicini alla popolazione che sente l’ospedale, e il nostro reparto, come suo patrimonio, una cosa da far crescere”. La Cardiologia ha ricevuto un defibrillatore con stimolazione esterna e un misuratore multiparametrico che può essere usato anche per i bambini e per i neonati. “Da poco, grazie alla dottoressa Casula, stiamo seguendo anche questi pazienti, e questo mi fa particolarmente piacere, perché anche la popolazione più giovane adesso può avere un’assistenza adeguata”.

“Le Madri Cristiane non hanno un braccio operativo, quindi quando abbiamo ricevuto l’invito della mamma di Marika, lo abbiamo accolto in maniera gioiosa pur nel dolore”, ha spiegato il parroco del Sacro Cuore, Giorgio Lisci. “Io ho l’ospedale sempre nel cuore e fare qualcosa per l’assistenza ospedaliera è qualcosa di vitale. Poter trasformare il dolore in un gesto d’amore solo così si può sublimare quella perdita, quella sofferenza, che diventano presenza e sostegno. La carità era presente in Marika, che è stata un dono per tutti quelli che l’hanno conosciuta: Marika è il regalo che ciascuno di noi ha avuto”.

Dalla sofferenza, dal dolore, dalla tristezza, è nato un gesto di grande carità. “Grazie ai genitori tutto questo si è trasformato in dono e Marika ha guidato tutti noi verso quest’opera che aiuterà la comunità”, ha concluso Gianna Maria Floris, presidente delle Madri Cristiane di Gonnosfanadiga. “Dobbiamo ringraziare tutte le persone che hanno creduto in questo progetto e lo hanno sostenuto: Marika è qua con noi”.

Le strumentazioni vanno a incrementare le apparecchiature del reparto di Cardiologia che ogni anno conta 700 fra ricoveri normali e day hospital, esegue circa 300 procedure interventistiche e 6mila prestazioni ambulatoriali.

“La notizia ha evidentemente avuto un certo risalto mediatico, ma ci teniamo a precisare che è del tutto indipendente dalla volontà della nostra famiglia. Per noi la beneficienza, come principio di base, è qualcosa che va fatta sottovoce, senza pubblicità. Siamo gente abbastanza riservata, e poco abituata alle vetrine. E il carattere di Marika corrispondeva perfettamente a queste prerogative”, precisa la famiglia.

Tuttavia, considerando che non eravamo le uniche persone coinvolte, e il buon esempio che l’iniziativa poteva generare, non ce la siamo sentita di porre veti, e abbiamo assecondato le richieste dei giornalisti, soprattutto per gratificare l’operato di chi si è veramente occupato di materializzare l’idea.

Detto questo, ci preme sottolineare che il merito della donazione non è nostro. Di nostro c’è solo il suggerimento iniziale, espresso nel momento di massimo sconforto: “non fiori ma opere di bene”. I veri protagonisti del gesto sono gli organizzatori, che hanno raccolto ed elaborato il messaggio, trasformandolo in un gesto concreto, e tutti i donatori, che hanno aderito spontaneamente. Con tutti loro sentiamo di doverci complimentare. Noi non abbiamo dato nessuna indicazione su come investire i fondi, ne sui destinatari, e non sappiamo chi sono i donatori, ne quanto è stato raccolto. Ma siamo ovviamente lusingati che la memoria di Marika abbia smosso così tante coscienze.

Grazie a tutti. Anche grazie a questi gesto, Marika vivrà nella memoria di molti… ma a noi manca in una maniera irraccontabile”.

Tags: san gavino
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