Durante i lavori di restauro della facciata della Chiesa di Santa Barbara è emersa una porzione dell’antico rosone settecentesco, reperto di eccezionale valore per il patrimonio storico e l’identità di Sinnai. Dopo aver appreso che l’impresa ha proceduto a una chiusura “reversibile” della nicchia con materiali a secco, i consiglieri hanno depositato un’interrogazione propositiva per accelerare l’iter di recupero definitivo. Per Walter Zucca – Ingegnere Ambientale: “Chiediamo all’amministrazione di attivarsi per cofinanziare il lavoro di restauro del rosone settecentesco, siamo certi che con la collaborazione delle Istituzioni, la parrocchia possa recuperare celermente i fondi necessari per riportare definitivamente alla luce questo particolare architettonico di particolare rarità in Sardegna”. Dello stesso avviso la consigliera Roberta Simoni: “Sinnai ha l’occasione di trasformare una scoperta casuale in un grande progetto di partecipazione collettiva e valorizzazione urbana, siamo pronti a fare la nostra parte”.
Poche settimane fa l’Amministrazione ha manifestato la volontà di promuovere un tavolo tecnico con la Curia e i progettisti per valutare il recupero dell’opera, ipotizzando il ricorso a finanziamenti dedicati, “si è appreso con favore che l’impresa esecutrice ha proceduto a una chiusura provvisoria e reversibile della nicchia (tramite pannellatura a secco), soluzione tecnica idonea a preservare il reperto dagli agenti atmosferici in attesa del completamento dell’iter autorizzativo e finanziario”.
La natura temporanea di tale protezione richiede un’accelerazione nelle procedure amministrative per evitare che la copertura diventi una soluzione di lungo periodo, “esistono molteplici strumenti finanziari attivabili per sostenere l’opera, dalla recentemente istituita imposta di soggiorno (destinabile al decoro e ai beni culturali) a forme di partecipazione collettiva che permetterebbero ai cittadini di contribuire direttamente al restauro del “proprio” rosone”.
I consiglieri chiedono quale sia l’avanzamento dell’interlocuzione con la Regione e la Soprintendenza e se siano stati effettivamente intercettati i finanziamenti necessari per la variante progettuale del rosone.
Se l’Amministrazione, al fine di garantire la copertura economica dell’intervento, intenda attivare un piano di cofinanziamento strutturato che preveda l’utilizzo di una quota dei proventi dell’imposta di soggiorno, l’apertura di una voce di donazione dedicata su un conto corrente comunale (es. tramite Art Bonus o causale specifica), la promozione di campagne per la devoluzione del 5×1000 o contributi volontari della cittadinanza e delle imprese locali per questa specifica finalità.
La parte politica “Sinnai Libera” ha espresso la volontà di costituire un comitato per l’antico rosone della chiesa che, in poco tempo, ha raccolto numerose adesioni.












