Per lungo tempo la figura femminile è stata relegata agli unici ruoli di madre e moglie, con limitate libertà personali – le uniche consentite, quelle vitali – e talvolta privata anche di queste ultime. Nei secoli la donna è riuscita ad emergere, anche se purtroppo non totalmente. I fatti aberranti di cronaca ce ne danno, ahimè, dimostrazione.
La figura della donna per lungo tempo è stata posta in secondo piano rispetto a quella dell’uomo, classificandola come “sesso debole”, di conseguenza sottomessa in ogni sua forma di autonomia.
Oggi la situazione è cambiata, ma la strada per arrivare ad una vera e propria parità tra uomo e donna richiede tempo, pazienza e determinazione per un’evoluzione definitiva e naturale della mente umana.
Di questo complesso percorso si occupa il libro di Roberto Pusceddu, avvocato del Foro di Cagliari e dottore di ricerca in Scienze Giuridiche, dal titolo “La donna: l’essere umano, la lavoratrice, la madre e la tutela giuridica”. Si tratta di un testo a connotato giuridico ma con un fine divulgativo che propone un’analisi sul ruolo della donna spaziando tra i ruoli rivestiti nella società contemporanea: essere umano, madre, moglie e lavoratrice, con la massima attenzione riversata sugli aspetti giuridico-sociali che rappresentano l’evoluzione dei diritti delle donne, le conquiste ottenute e le sfide ancora aperte.

Il presente contributo si propone di individuare quale oggetto e soggetto d’indagine la figura femminile, cercando di cogliere i diversi e molteplici profili che possono essere indagati dalla prospettiva giuridica.
Innanzitutto, la figura femminile quale essere umano, titolare di diritti e di doveri.
Fra questi, il diritto a non essere discriminata quale lavoratrice ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 3 della nostra Costituzione che sancisce l’uguaglianza formale e sostanziale di tutti gli individui, in particolare, senza distinzione, tra gli altri, del sesso.
Occorre salvaguardare, altresì, il diritto ad essere moglie e madre e, in questo senso, si garantisca alla stessa figura femminile i medesimi diritti di cui è titolare la figura maschile riconducibile al ruolo di marito e di padre, su un piano di uguaglianza e di pari opportunità in ogni ambito ed in ogni circostanza.
Il richiamo è doveroso, inoltre, a recenti interventi normativi che mirano a tutelare le donne dalla violenza esercitata a loro danno, individuando anche e soprattutto corsie preferenziali sul versante penale affinché si persegua l’autore della condotta violenta e affinché cessino i comportamenti talvolta lesivi e degradanti nei confronti della figura femminile.
Sia la donna il centro di interessi e di diritti, parificata, nella sua posizione giuridica, alla figura maschile e non, invece, bersaglio di denigranti e avvilenti pregiudizi, sintomo di una società che è ben lontana dal considerarsi evoluta.
Il presente contributo non ha pretese di esaustività ma mira ad essere un mero segnale che dovrà essere recepito anche e soprattutto dalle generazioni future, la cui mentalità deve essere volta a concepire la figura della donna al pari di quella dell’uomo.
L’autore è Roberto Pusceddu: avvocato del Foro di Cagliari e dottore di ricerca in Scienze Giuridiche con tesi in Filosofia del diritto presso l’Università di Cagliari, dove dal 2013 è stato cultore della materia. È autore di numerose pubblicazioni giuridiche e filosofiche. Esperto di diritto penale e civile, ha ricevuto il Premio Nazionale Tesi di Laurea “Sandro Salvati”. Ha conseguito presso il Consiglio Nazionale Forense il titolo di “Avvocato” con Specializzazione in materia civile. Ha curato saggi e libri, tra cui “Compendio di Diritto Costituzionale” (2023) e “La Donna: l’essere umano, la lavoratrice, la madre e la tutela giuridica” (2024). Nel 2025 pubblica una nuova opera dal titolo “L’avvocato, l’essere umano, la comunità”. Il 2026 riserverà altri contributi attualmente in corso di stesura.

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