Referendum in Italia, stravince il Sì: due italiani su tre tagliano il numero dei parlamentari

Si va verso una storica vittoria del Sì: 66 contro 33, in pratica due elettori su tre decidono di mandare a casa ben 230 deputati e 115 senatori, tagliando oltre a loro anche tutti gli staff. Ecco quali sono esattamente le clamorose modifiche approvate

Referendum in Italia, stravince il Sì: due italiani su tre tagliano il numero dei parlamentari. Si va verso una storica vittoria del Sì: 66 contro 33 per cento nella seconda proiezione, in pratica due elettori su tre decidono di mandare a casa ben 230 deputati e 115 senatori, tagliando oltre a loro anche tutti gli staff. Un risultato da sempre invocato dal M5S, che aveva avuto negli ultimi mesi il timido sì del Pd e anche della Lega e di Fratelli d’Italia, mentre gli esponenti della sinistra storica anche in Sardegna si erano esposti chiaramente per il No. In molti politcii era emersa la paura di una possibilità davvero esigua di una rielezione: ora sarà necessarioa però una nuova legge elettorale, dove l’aspetto più importante (oltre a capire quanto conterà il proporzionale) sarà vedere come saranno definiti i dedputati e i senatori candidati, se e quanto cioè saranno in futuro già scelti e dunque “imposti” nelle candidature dai partiti. La modifica del numero dei parlamentari riguarderà infatti non la legislatura in corso con Conte premier ma la prossima, quella dopo le prossime elezioni politiche attualmente fissate per il 2023.

Queste le modifiche approvate dal referendum:

  • la modifica dell’art. 56 della Costituzione italiana, con riduzione del numero dei deputati della Camera da 630 a 400, e della circoscrizione estero con riduzione dei deputati da 12 a 8.
  • la modifica dell’art. 57 della Costituzione italiana, con riduzione del numero dei senatori da 315 a 200 e della circoscrizione estero da 6 a 3. Ogni regione italiana inoltre avrà un numero minimo di senatori, non più di 7 (come attualmente previsto) ma di 3.
  • la modifica dell’art. 59 della Costituzione, con riduzione a 5, del numero di senatori a vita (ossia di coloro “che hanno illustrato la patria per altissimi meriti nel campo sociale, scientifico, artistico o letterario”) che il Presidente della Repubblica può nominare.


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