Quartu, odissea nella scuola di via Beethoven: “Due mesi senza aule, spendiamo troppo per lasciare i nostri figli alle babysitter”

Un istituto “maledetto”, tra mensa ko e cantieri nelle aule del piano terra. L’avviso della dirigente, “lavori forse conclusi entro 60 giorni dall’avvio del cantiere”, fa infuriare decine di mamme: “Abbiamo perso il tempo prolungato, dobbiamo ritirare i nostri figli nella scuola di via Is Arenas alle 13:45. Ci rivolgeremo agli avvocati per danni economici e lo stress che stiamo vivendo”

Non c’è pace per l’istituto comprensivo numero 4 di via Beethoven a Quartu Sant’Elena. La mensa è ancora ko, e ora si aggiungono i lavori lumaca nelle aule del piano terra. Le mamme sono furiose, hanno pagato per avere la garanzia del tempo prolungato per i propri figli e, invece, si ritrovano a doverli portare nell’istituto di via Is Arenas, dove le lezioni terminano alle 13:45. La comunicazione inviata dalla dirigente, Cinzia Sciò, ha rappresentato la classica goccia che fa traboccare il vaso. La dirigente si smarca sin da subito da possibili polemiche “ad personam”, ricordando che “i lavori sono di stretta responsabilità del comune di Quartu, in quanto ente proprietario dell’immobile, la scuola non ha alcuna responsabilità sulla tempistica” e poi ricorda che gli stessi  “dovrebbero concludersi entro 60 giorni lavorativi dall’avvio del cantiere, come previsto dalla comunicazione del Comune, settore opere pubbliche, in merito alla programmazione degli interventi”. Stop, nient’altro. Anzi, qualcosa c’è. Una riga dove si specifica che “ad oggi non sono pervenute ulteriori informazioni”. Insomma, c’è da attendere, e anche molto. E le mamme sono sul piede di guerra.

Una di loro, Paola Delogu, 48 anni, ha due figli, uno di sette e l’altro di 8 anni: “Si tratta di lavori interni che riguardano solo le aule al piano terra. I nostri figli stanno frequentando a Is Arenas in aule adattate, dove sino a qualche giorno fa non c’erano nemmeno le lavagne”, racconta. “Il disagio principale, però, è che noi abbiamo iscritto i nostri piccoli in via Beethoven per avere la garanzia del tempo prolungato. Le nostre giornate sono sballate, dobbiamo pagarci le babysitter o spedirli, nel pomeriggio, in associazioni ludiche private che ce li tengano sino almeno alle 16:30. Ci rivolgeremo agli avvocati perchè siamo vittime di un disagio, anche economico, e di tanto stress. Molti genitori stanno addirittura valutando l’idea di cambiare scuola”.


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