A Quartu Sant’Elena scoppia la protesta di un pensionato contro il caro pane. L’uomo, residente in città, racconta di aver acquistato un pacco di pane carasau integrale al prezzo di 8,50 euro, convinto si trattasse almeno di un chilogrammo. Solo una volta rientrato a casa, però, ha scoperto l’amara sorpresa: il peso reale era di appena 500 grammi.
Il giorno successivo è tornato nel punto vendita per verificare e ha notato un cartello con i prezzi esposti. Prezzi che il pensionato definisce “una pazzia”, soprattutto considerando il costo della materia prima. “Un chilo di farina costa tra 1,50 e 2 euro e produce circa un chilo e mezzo di pane cotto: come si giustificano cifre simili?”, si chiede.
Da qui l’indignazione, che diventa denuncia pubblica: secondo il cittadino, si tratta di rincari ingiustificati che mettono in difficoltà soprattutto le fasce più deboli. “Non esiste un limite a questi prezzi? Dove sono i controlli?”, incalza, evidenziando il peso che simili costi hanno su pensionati e famiglie monoreddito.
Un caso che riaccende il dibattito sul caro alimentari e sulla necessità di maggiori tutele per i consumatori, in un periodo in cui anche beni essenziali come il pane sembrano diventare sempre più difficili da sostenere.










