È necessario “tutelare la serenità dei residenti e, al contempo, assicurare condizioni dignitose agli ospiti, disinnescando alla radice i motivi di attrito”.
Una situazione esplosiva già da tempo e l’ultimo fatto di cronaca conferma le difficoltà: da una parte ci sono i migranti ospiti del centro, sovraffollato, in attesa di un futuro che ancora non arriva, dall’altra ci sono i residenti dei comuni, stanchi di subire furti, molestie da parte di un ristretto gruppo che non ha intenzione di integrarsi, di rispettare le regole.
Due giorni fa, un migrante è stato picchiato da un gruppo di persone: una volta rientrato al centro di accoglienza è stato necessario trasferirlo in ospedale in codice rosso. Gli altri ospiti hanno innescato una violenta protesta, distruggendo parte degli arredi e scagliandosi contro le forze dell’ordine.
Eventi dettati da una difficile convivenza che ha fatto scattare spedizioni punitive, dalle quali prendono le distanze i vertici delle istituzioni locali che richiamano alla calma e al dialogo.
Il comitato dei cittadini: “Gli ultimi episodi di violenza non appartengono alla storia di civiltà della nostra comunità. Alimentare la tensione o cedere alle provocazioni rischia solo di aggravare una situazione già estremamente complessa, che richiede invece lucidità e coesione.
Siamo consapevoli che i nostri ragazzi si muovono in un contesto esasperato da anni/ mesi di forte tensione strutturale, logistica e sociale. Comprendiamo l’ansia, la preoccupazione e il senso di insicurezza che i genitori e i residenti vivono quotidianamente. Tuttavia, la risposta a queste criticità non può e non deve mai essere la giustizia privata.
La gestione della sicurezza e dell’ordine pubblico non può ricadere sulle spalle dei cittadini.
È urgente che la Prefettura e gli organi di Governo centrali intervengano per: decongestionare immediatamente il centro, riportando le presenze nei limiti della capienza prevista.
Potenziare il presidio delle forze dell’ordine, sia all’interno che all’esterno della struttura, garantendo una vigilanza continua nelle 24 ore.
Tutelare la serenità dei residenti e, al contempo, assicurare condizioni dignitose agli ospiti , disinnescando alla radice i motivi di attrito.
Soltanto attraverso il dialogo istituzionale, il rispetto delle regole e il rifiuto di ogni forma di scontro potremo restituire a Monastir la tranquillità che merita”.
Non solo Monastir, però: anche Sestu, San Sperate risentono della situazione. A pochi passi dal Cpa c’è il centro commerciale, storico punto di ritrovo per tutto il Campidano. I parcheggi sono desolatamente vuoti da anni, “si vedono soprattutto monopattini e persone poco raccomandate che fanno allontanare i clienti” spiega un lavoratore.
“Sono stati bei tempi far la spesa lì, trovavo l’impossibile, prezzi convenienti. Purtroppo, per me la tranquillità e la sicurezza sono venute a mancare, mi dispiace ma fino a quando la situazione non cambierà non ci metterò piede. E come me tante altre persone” esprime un cittadino.
Violenza e minacce sono purtroppo all’ordine del giorno, gruppi di uomini “molestano le ragazze, scippano le donne nei parcheggi anche della spesa appena comprata”. I commercianti pochi mesi fa si erano mobilitati con una raccolta firme per chiedere maggiori controlli e allontanare i soggetti pericolosi. “Provengono principalmente dal centro vicino che ospita i migranti, alcune guardie giurate non vengono più a lavorare, chiamiamo le forze dell’ordine che prendono i nominativi ma, dopo un’ora, questi individui sono nuovamente qui” aveva spiegato il titolare di una attività a Casteddu Online.
Le ripercussioni sono anche economiche: “Il nostro fatturato è sceso del 70% – aveva spiegato il titolare di due esercizi commerciali – abbiamo 15 dipendenti che hanno paura di venire al lavoro. Non ci sentiamo al sicuro, entrano in gruppo, alcuni scalzi, ma soprattutto armati. A volte li affronto, ma ho paura anche io. Abbiamo inoltrato le segnalazioni alla direzione del centro commerciale chiedendo più controlli, più vigilanza, ma intanto i clienti si vedono sempre meno e le nostre attività stanno morendo. Sta morendo il centro commerciale, alcuni negozi storici hanno già chiuso. Abbiamo fatto degli investimenti importanti e non è giusto che il nostro lavoro debba finire così”.
La richiesta principale resta sempre la stessa, quella di non lasciare soli commercianti, dipendenti e cittadini in una situazione che, giorno dopo giorno, viene percepita come sempre più difficile da gestire.










