Portava telefonini in carcere per i detenuti, al via il processo all’agente penitenziario

Salvatore Deledda, assistente capo della polizia penitenziaria, ha chiesto l’abbreviato. I sospetti su di lui qualche mese dopo la fuga del superboss pugliese Marco Raduano

Ha chiesto il rito abbreviato l’assistente capo della polizia penitenziaria del carcere nuorese di Badu ‘e Carros, Salvatore Deledda, sotto inchiesta per corruzione e introduzione di telefonini nel penitenziario all’epoca dell’evasione del boss della Sacra corona unita, Marco Raduano, nel febbraio scorso. L’udienza preliminare si è tenuta oggi davanti al gup del tribunale di Nuoro, Mauro Pusceddu.

Rito abbreviato anche per Carmela Mele, sorella di Vincenzo Mele, anche lui rinchiuso a Badu ‘e Carros: era lei a spedire i pacchi con dentro i telefoni all’agente. ”

Otto gli agenti penitenziari indagati. Di questi, sei hanno chiesto l’abbreviato, uno ha patteggiato la pena a un anno e sei mesi e un altro ha scelto il rito ordinario. L’inchiesta è partita nell’estate del 2022, qualche mese dopo l’evasione di Raduano, quando un collega dell’agente sotto processo aveva segnalato movimenti sospetti.

Il materiale, secondo la procura, arrivava all’interno di pacchi sigillati spediti da Napoli da Carmela Mele (appartenente con i fratelli a una famiglia di spicco della criminalità partenopea), nel periodo che va dal luglio del 2022 e fino al febbraio 2023. Per la consegna di ciascun cellulare, l’agente incassava 200 euro.

L’udienza è stata aggiornata all’8 novembre per le arringhe e la requisitoria del pm. Eventuali repliche e la sentenza sono fissate al 16 novembre.


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