Policlinico di Monserrato, la denuncia di una figlia: “Mio padre di 91 anni bloccato al pronto soccorso da giorni, pazienti abbandonati sulle barelle”
Un pronto soccorso al collasso, pazienti ammassati nelle stanze e nei corridoi, personale insufficiente a fronteggiare un’emergenza che sembra non avere fine. È la denuncia di una figlia, Letizia Loddo, che racconta a Casteddu Online la situazione drammatica vissuta al Policlinico di Monserrato.
Il padre, 91 anni, è stato ricoverato nella notte di giovedì 1° gennaio, alle ore 00:00, dopo quasi undici ore di attesa. Da allora, a distanza di giorni, si trova ancora al pronto soccorso perché non ci sono posti disponibili nei reparti. L’anziano è ricoverato in una stanza insieme ad altre sette persone, mentre decine di pazienti sono costretti a rimanere sulle barelle lungo i corridoi.
“C’è un solo medico per decine di pazienti, oltre 75 solo al pronto soccorso – racconta la donna –. Gli infermieri fanno quello che possono, ma è evidente che non riescono a occuparsi adeguatamente dei ricoveri perché devono gestire continue emergenze”.
La situazione descritta è al limite della dignità umana: pazienti lasciati per ore nella stessa posizione, sacche dei cateteri piene, pannoloni sporchi che non vengono cambiati tempestivamente. “Non parliamo di mancanza di volontà del personale, ma di un sistema che non regge più”, sottolinea la figlia.
Un quadro che riaccende i riflettori sull’emergenza cronica della sanità sarda, in particolare nei pronto soccorso, dove sovraffollamento e carenza di personale mettono a dura prova sia i pazienti che gli operatori sanitari.
“Scrivo perché vorrei che qualcuno venisse a vedere con i propri occhi – conclude – e che questa denuncia possa servire a qualcosa”.
Un appello che chiede risposte urgenti dalle istituzioni, mentre al Policlinico di Monserrato l’emergenza continua, giorno e notte.










