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Quartu, all’archeologa Patrizia Zuncheddu il premio “Su Ninnieddu”

Il prestigioso riconoscimento va all'archeologa per l'impegno silenzioso nella valorizzazione del Nuraghe Diana e della Villa Romana, simboli di un'identità territoriale da preservare e tramandare.

di Redazione Cagliari Online
5 Gennaio 2026
in hinterland

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Quartu, all’archeologa Patrizia Zuncheddu il premio “Su Ninnieddu”

Nella Sala dell’Affresco dell’Ex Convento dei Cappuccini, lunedì 5 gennaio alle 18,00 si è tenuta la cerimonia di consegna del premio “Su Ninnieddu”, attestato di merito annuale assegnato dal Centro Culturale Campidanu a chi, con dedizione discreta, contribuisce al bene della comunità quartese. Il riconoscimento è andato all’archeologa Patrizia Zuncheddu “per il suo instancabile lavoro di ricerca, scavo e divulgazione sui siti archeologici del territorio, in particolare il Nuraghe Diana e la Villa Romana”.

La serata, affollata da cittadini e rappresentanti istituzionali, ha visto gli interventi del sindaco Graziano Milia, che ha definito Zuncheddu “un’eccellenza che arricchisce il patrimonio storico e culturale della città, che vogliamo valorizzare come merita”, e di Susy Monni, responsabile del Centro Culturale Campidanu, che ha sottolineato come la premiata “lavori nell’ombra, dedicando tutto il tempo libero agli studi”.

“Patrizia Zuncheddu è una cittadina di Quartu, un’eccellenza per la nostra comunità, un esempio di dedizione silenziosa che arricchisce il patrimonio storico e culturale di Quartu Sant’Elena” ha aggiunto il sindaco Milia. “I nostri beni archeologici, in particolare il Nuraghe Diana e la Villa Romana, sono elementi fondamentali della nostra identità e rendono il litorale quartese un paesaggio culturale stratificato. Sono strumenti preziosi per far crescere la consapevolezza dei cittadini verso le proprie radici con la convinzione che l’identità non è solo ciò che siamo stati, ma ciò che vogliamo diventare. Il riconoscimento per Patrizia Zuncheddu è meritatissimo e per questo ringrazio il centro culturale Campidano, una ricchezza di cui Quartu ha bisogno”.

“L’amministrazione comunale quartese” ha concluso Milia “è impegnata attivamente nella loro valorizzazione su due fronti: promuovendo visite guidate e percorsi aperti a cittadini, scuole e turisti, perché questi siti possano essere scoperti e vissuti; sostenendo iniziative culturali come la rassegna “Incanti”, che unisce archeologia, eventi e divulgazione, trasformando luoghi antichi in spazi vivi”.

Emozionata, l’archeologa ha ringraziato: “Questo riconoscimento è inaspettato. Ho sempre operato per il territorio, rendendo fruibili gli studi sulla Villa Romana e sul Nuraghe Diana. Ringrazio il sindaco Milia che ha creduto nel progetto”.

Il premio “Su Ninnieddu” – che celebra figure che operano lontano dai riflettori per la valorizzazione di Quartu – giunge in un momento significativo: il Centro Campidanu festeggia i 50 anni di attività, mentre la comunità quartese rafforza il legame con le sue radici.

Il Nuraghe Diana, situato sul promontorio granitico di Is Mortorius a 35 metri sul livello del mare, è un complesso trilobato di età nuragica (Bronzo recente – prima Età del Ferro, circa XVI-X secolo a.C.), composto da una torre centrale (mastio) con tholos, due torri minori e un cortile interno racchiuso da una cortina muraria. La sua posizione dominante sul Golfo degli Angeli ne faceva un punto di controllo strategico delle rotte marittime, forse dotato di un approdo naturale, come emerso dalle prospezioni subacquee condotte proprio da Patrizia Zuncheddu, che hanno restituito ceramiche romane e indizi di un utilizzo protratto nel tempo.

Inserito nella lista propositiva italiana per il Patrimonio Unesco dei monumenti nuragici, il sito è stato scavato a partire dagli anni 2000 sotto la direzione scientifica del professor Enrico Atzeni e della Soprintendenza, con Zuncheddu co-direttrice e poi responsabile scientifica di progetti di valorizzazione come la rassegna “Incanti”, che dal 2021 anima il nuraghe con visite guidate, conferenze, musica e laboratori.

Recentemente, la ripresa degli scavi sotto la direzione scientifica di Gianfranca Salis della Soprintendenza ha portato alla luce parti del villaggio circostante, confermando l’importanza del complesso come crocevia di scambi mediterranei.

Non meno significativo è il contributo di Zuncheddu alla Villa Romana di Sant’Andrea, indagata negli anni 1999-2000 insieme a Donatella Salvi della Soprintendenza. Si tratta di una villa marittima di età imperiale (III-IV secolo d.C.), probabilmente residenza estiva con possibili funzioni termali e di itticoltura, i cui resti – murature in elevato e ambienti parzialmente sommersi – testimoniano la continuità d’uso del litorale quartese dalle epoche preistoriche a quelle romane.

 

Il lavoro di Patrizia Zuncheddu incarna un modello di “archeologia engagée”, che affianca la ricerca accademica allo studio che diventa costruzione identitaria di una comunità in trasformazione. Quartu Sant’Elena, terza città della Sardegna per popolazione, lavora per preservare le sue radici. Il litorale rappresenta un “paesaggio culturale” dove il passato dialoga con il presente: il Nuraghe Diana diventa luogo di fruizione collettiva attraverso eventi come “Incanti”, che attraggono migliaia di visitatori e coinvolgono scuole, famiglie e turisti.

Tags: quartu
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