Poetto allagato da giorni: “Sembra una piscina, peschiamo dal balcone. Situazione che si ripete dal 1998”
A tre giorni dalla mareggiata che ha colpito il litorale cagliaritano, nelle strade interne del Poetto l’acqua non è ancora defluita. In alcune vie, come la via Lipari, il livello resta fermo tra i 25 e i 30 centimetri, trasformando la carreggiata in una vera e propria piscina a cielo aperto. A segnalarlo è Gianluca Mazza, imprenditore alberghiero residente della zona, protagonista di un video ironico pubblicato su Facebook e Instagram, che in poche ore ha superato le 100 mila visualizzazioni.
Nel filmato Mazza viene ripreso sul balcone di casa insieme al figlio mentre, canna da pesca e coppo alla mano, “cerca di pescare spigole” nell’acqua salmastra arrivata sotto casa. Un gesto ironico, ma dietro il sorriso c’è la nota dolente. “La situazione non è delle migliori. Dopo tre giorni il livello dell’acqua è ancora alto perché non defluisce, come se i pozzetti fognari non funzionassero”.
Secondo i residenti il problema non è episodico, ma strutturale. Non si tratta solo di un’emergenza legata alla mareggiata, bensì di sottoservizi inadeguati, strade e marciapiedi da rifare completamente. “Le pendenze andrebbero riviste, via Lipari, infatti, è una conca e l’acqua del mare ristagna per giorni. Il Comune ha rifatto il lungomare Poetto con una bellissima passeggiata pedonale e ciclabile, ma alcune strade e marciapiedi interni sono inadeguati. Dal 1998 che abitiamo qui, ci viene detto che verranno sistemate. Sono passati più di venticinque anni e siamo ancora in attesa”.
I disagi non si fermano qui. L’acqua di mare è entrata in molti piani terra delle abitazioni, causando danni seri. “Nel nostro stabile si è fermato l’ascensore perché il motore è stato danneggiato dall’acqua salata. Inoltre, l’acqua di mare si è mescolata con quella dell’impianto di acqua corrente e di conseguenza l’acqua di rete ora è salata”.
A ogni temporale, raccontano i residenti, si ripete anche il problema dei blackout elettrici prolungati. “Restiamo senza corrente, nel nostro caso anche senza acqua calda, riscaldamento, ascensore e connessione internet. È una condizione di disagio, anche perché qui abitano persone anziane che devono utilizzare dispositivi medici alimentati a 220v”.
C’è poi un problema pratico. “Da tre giorni non possiamo uscire di casa se non con stivali alti impermeabili. Mia madre è anziana e non potrà uscire finché l’acqua non verrà fatta defluire, anche per il rischio di scivolamento.”
Infine, l’immagine della città. Il Poetto è uno dei simboli di Cagliari e una meta turistica fondamentale, soprattutto in estate. “I marciapiedi dissestati e a tratti pericolosi perché pieni di buche qui non vengono rifatti da oltre 25 anni, non è un bel biglietto da visita e inoltre è pericoloso per tutti. Non è solo un problema dei residenti, perché qui transitano a piedi in estate tantissimi bagnanti, colonie di bambini e turisti di qualsiasi età”.
Il video ironico di Gianluca Mazza ha acceso i riflettori su una situazione che, assicurano i residenti, non è nuova. Ora chiedono interventi concreti e definitivi, per il bene della città. Perché al Poetto, una volta passata la mareggiata, si contano i danni, ma i problemi, da troppo tempo, restano.










