Momenti terribili di tensione questa sera durante il corteo per per il centro sociale Askatasuna appena sgomberato da poco a Torino. Un agente di polizia è stato brutalmente aggredito a calci e pugni e colpito addirittura con un martello da un gruppo di manifestanti durante gli scontri vicino al Campus universitario Einaudi.
Le immagini hanno rapidamente fatto il giro del web, confermando purtroppo l’accaduto. I colleghi sono subito intervenuti soccorrere il poliziotto, a terra e in balia della violenza, e gli aggressori si sono allontanati.
Al momento si contano già una decina di agenti feriti. Durante la serata i manifestanti hanno usato bombe carta e fuochi per aggredire le forze dell’ordine che si sono difese con idranti e lacrimogeni. Diverse persone, circa una decina, sono già state fermate e identificate.
Sdegno per l’accaduto e solidarietà alle forze dell’ordine da parte del governo: “Quanto accaduto oggi a Torino, durante il corteo degli antagonisti contro lo sgombero dello stabile Askatasuna, è grave e inaccettabile”, le parole della premier Meloni. “Uno sgombero legittimo di un immobile occupato illegalmente è stato usato come pretesto per scatenare violenze, incendi, lanci di bombe carta e aggressioni organizzate, fino a colpire un blindato della Polizia. Le immagini dell’agente aggredito parlano da sole: non siamo di fronte a manifestanti, ma a soggetti che agiscono come nemici dello Stato.
A farne le spese sono state le Forze dell’ordine, costrette a fronteggiare una vera guerriglia urbana, e alcuni giornalisti, aggrediti mentre svolgevano il loro lavoro. A loro va la mia piena solidarietà, insieme a quella ai cittadini danneggiati, che hanno pagato il prezzo di una violenza cieca e deliberata.
Questi non sono dissenso né protesta: sono aggressioni violente con l’obiettivo di colpire lo Stato e chi lo rappresenta. E per questo devono essere trattate per ciò che sono, senza sconti e senza giustificazioni.
Il Governo ha fatto la sua parte, rafforzando gli strumenti per contrastare l’impunità. Ora è fondamentale che anche la Magistratura faccia fino in fondo la propria, perché non si ripetano episodi di lassismo che in passato hanno annullato provvedimenti sacrosanti contro chi devasta le nostre città e aggredisce chi le difende.
Difendere la legalità non è una provocazione: è un dovere.
Lo Stato non arretra di fronte alla violenza di finti rivoluzionari abituati all’impunità e sta, senza ambiguità, dalla parte di chi indossa una divisa, di chi fa informazione e di chi rispetta le regole della convivenza civile.”
Foto del nostro partner QN












