La storia della mamma di 38 anni di Como, Deborah Vanini, che ha rinunciato alle cure per un tumore a quarto stadio per tutelare la sua gravidanza e la bambina che portava in grembo. Deborah se ne è andata per sempre lo scorso 25 novembre, lasciando suo marito Massimo Chinaglia e la piccola Megan, nata lo scorso 18 settembre. Commuovono le parole che il marito di Deborah ha voluto rilasciare al Corriere della Sera in una lunga intervista. Chinaglia ha raccontato l’amore per Deborah e il dolore della malattia misto alla gioia per la loro bambina: “La Deby ha messo sempre gli altri al primo posto. Ha pensato sempre prima agli altri che a se stessa. Lo ha fatto anche per nostra figlia. Ha scelto di proteggere lei piuttosto che curarsi. Abbiamo passato notti a piangere. Aveva paura. Ma non ha mai avuto un dubbio sulla sua scelta. Io ho avuto dubbi, lei mai”.
Una coppia innamorata piena di sogni, come tanti giovani che dopo anni di sacrifici raggiungono gli obiettivi che hanno sempre desiderato, come ad esempio una casa insieme e, appunto, una famiglia: “Deborah era piena di vita e di passioni. Erano due anni che cercavamo un figlio. Avevamo preso la nuova casa, più grande, pensando al nostro progetto di vita. E quando finalmente sembrava che tutto andasse per il verso giusto ecco la batosta. Deby non se lo meritava”. Chinaglia ha sottolineato anche il coraggio di Deborah, che non ha mai esitato dopo la diagnosi infausta su cosa fare per lei e la sua piccola: “Lei non ha esitato un solo istante. Io non so cosa senta una donna quando aspetta un figlio, ma lei non ha avuto dubbi. Mi ha detto: facciamo nascere la nostra bambina, poi penserò a me. “
Parole che solo una madre può pronunciare. Una donna altruista che lascia un vuoto inimmaginabile nella vita di tutti coloro che l’hanno sempre amata: “Deborah aveva paura, ma si preoccupava sempre degli altri. Io non sapevo cosa dire, ma le sono stato accanto ogni istante e ho fatto sempre quello che voleva lei. Ora ho solo un vuoto enorme. Ho perso tutto e non nascondo di avere ancora tanti dubbi. Mia figlia crescerà senza la sua mamma, senza la persona più importante della vita. (…).Tante volte ho ripetuto che mi sarei dovuto ammalare io, che per la mia bambina sarebbe stato meglio avere la sua mamma.” E quando gli chiedono cosa racconterà alla sua bambina di Deborah, anche lui non ha dubbi: “Non dovrà pensare che lei è morta a causa sua. Saprà che si è ammalata e ci ha lasciati troppo presto e saprà di essere la figlia di una donna bella dentro e fuori, di una donna eccezionale, altruista e generosa.”