Oggi al Brotzu di Cagliari l’autopsia sul piccolo Edoardo, poi il rientro a Sant’Antioco per l’ultimo straziante addio dalla famiglia e da una comunità profondamente scossa da quanto successo. Una serie di interrogativi ancora senza risposta accompagna il dolore della famiglia del piccolo Francesco Edoardo Zurru, il bambino di quattro mesi originario di Sant’Antioco, morto a Roma il giorno precedente a quello fissato per il battesimo dopo il trasferimento dall’ospedale Brotzu di Cagliari, dove oggi è prevista l’autopsia.I genitori, Michela Brasilie e Carlo Zurru, vogliono la verità e chiedono chiarimenti su diversi passaggi della vicenda: dalle ragioni per cui, nonostante un’infezione in corso, il neonato non sia stato trattenuto in ospedale, fino alla mancata rivalutazione dopo le segnalazioni sul peggioramento delle condizioni. Al centro dei dubbi anche i tempi del trasferimento nella capitale, avvenuto nella notte del 19 marzo, nonostante già dalla mattina precedente fosse stato registrato un aggravamento del quadro clinico.
Pur devastati dalla perdita, i genitori non avanzano accuse ma rivendicano il diritto a conoscere con precisione quanto avvenuto. Solo dopo l’esito dell’autopsia valuteranno eventuali iniziative.
Conclusi gli esami a Roma, la salma sarà restituita ai familiari per il rientro a Sant’Antioco, dove verranno fissati i funerali. Intanto, l’intera comunità con l’intera Sardegna si stringe attorno alla famiglia Zurru, esprimendo cordoglio e partecipazione per la scomparsa del piccolo, il cui doppio nome era stato scelto in segno di devozione a papa Francesco.












