Nuovi poveri, il dramma nel dramma in Sardegna: senza soldi, senza casa e indebitati fino al collo

Sempre più persone hanno bussato alle porte della Caritas per chiedere aiuto: sono i nuovi poveri. In Sardegna il dato è drammatico: tra le regioni con la più alta incidenza. A Casteddu online parla Don Marco Lai direttore della Caritas di Cagliari: “Un problema molto grave è l’emergenza abitativa, mancano le case popolari”

Tra le regioni con la più alta incidenza di nuovi poveri c’è la Sardegna con un dato drammatico: +51,5%. La fonte è l’ultimo rapporto Caritas “Oltre l’ostacolo” su povertà ed esclusione sociale”. Parliamo di persone che mai prima d’ora si erano rivolte alla Caritas per chiedere aiuto. A bussare alle porte delle chiese e dei parroci sardi sono stati in tantissimi colpiti in pieno dalla crisi sociosanitaria. Sono uomini, donne, molto spesso giovani, che si sono trovati di fronte all’incertezza, alla drammatica perdita del lavoro. Travolti dalle conseguenze economiche della pandemia.

I dati nel dettaglio del Report 2021 della Caritas Sardegna saranno presentati a Cagliari durante una conferenza stampa  l’8 novembre. Ma intanto un fatto emerge su tutti con una chiacchierata con il direttore della Caritas di Cagliari, Don Marco Lai: l’emergenza abitativa.  “Con i nostri 32 centri d’ascolto nella diocesi cagliaritana, abbiamo a che fare ogni giorno con persone in difficoltà. La povertà mette a nudo alcune necessità: quello della casa è un problema molto serio – spiega – le case popolari sono insufficienti, l’80% delle abitazioni sono private, solo il 20% comunali: è chiaro che in un momento di crisi dove tanti hanno perso il lavoro, non  hanno reddito, fanno fatica a pagare l’affitto. E il privato vuole garanzie. Certo ci sono misure di contrasto alla povertà – continua Don Lai – come il reddito di cittadinanza ma poi resta il problema abitativo che non riguarda solo gli stranieri ma tutta la popolazione. E’ un momento difficile, spesso chi sta bene si gira dall’altra parte, tendiamo a rimuovere ciò che ci addolora”.

Un altro allarme lanciato dalla Caritas è il  sovraindebitamento. “Se prima si riusciva a mantenere la famiglia con la pandemia viene colpito anche chi stava bene, magari con due stipendi, chi ha la casa propria e un mutuo da pagare, rischia di perderla. E ovviamente chi ha perso il lavoro si è indebitato per pagare le bollette, le spese mediche, il cibo, insomma per mantenere la famiglia. Non riesce ad arrivare a fine mese” afferma don Lai.

Ed è qui che entra in gioco ancora una volta la Caritas diocesana di Cagliari con la Onlus Fondazione antiusura Sant’Ignazio da Laconi, diretta da Don Marco. Si tratta di una delle principali realtà cagliaritane nella lotta all’usura, una piaga terribile e difficile da debellare. Solo nel 2020 sono state 74 le pratiche istruite per un totale di oltre un milione e 905mila euro erogati. “Attraverso la fondazione diamo un aiuto concreto alle persone in difficoltà, che rischiano di essere colpite da prestiti illegali” aggiunge don Marco.

Ovviamente durante la pandemia un duro prezzo, forse il più salato a pagarlo sono state senza dubbio le donne,  sulle quali è gravato tutto il carico di cura e le responsabilità familiari legate a figli, persone anziane, ammalati e disabili, in particolare (ma non solo) durante il primo lockdown della primavera 2020. Sul fronte occupazionale, sono state le più esposte perché i settori maggiormente toccati dalle restrizioni e dalle misure anti-contagio, ma anche perché il lavoro femminile spesso è precario. Senza dimenticare che molte donne in questo tempo di pandemia sono state ancora più esposte, tra le mura domestiche, anche a un maggiore rischio di violenza. Come raccontano ogni giorno le cronache.


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