“Noi commercianti cagliaritani siamo disperati: annullate le tasse per il 2020 e dilazionate le spese, o sarà un’ecatombe”

Sandro Cosentino, storico ottico cagliaritano: “”Qui si rischia una ecatombe, tanti negozi potrebbero non riaprire: lo Stato deve annullare le tasse per il 2020, e consentirci di diluire nei prossimi dieci anni tutti i pagamenti, in primis quelli ai nostri fornitori. Altrimenti il dopo virus sarà ancora più terribile. Mi chiedo: perchè dobbiamo pagare sempre noi, perchè dobbiamo essere sempre noi a tenere in piedi un sistema che non funziona?”

Sandro Cosentino, storico ottico cagliaritano, ex assessore al Traffico delle giunta Delogu, è un po’ il simbolo di come si sentono oggi i commercianti e le partite Iva nella Cagliari chiusa per Coronavirus, nella città spettrale. Preoccupati. Avviliti. Atterriti. “Qui si rischia una ecatombe, tanti negozi potrebbero non riaprire: lo Stato deve annullare le tasse per il 2020, e consentirci di diluire nei prossimi dieci anni tutti i pagamenti, in primis quelli ai nostri fornitori. Altrimenti il dopo virus sarà ancora più terribile”. Anche lui oggi si è arreso e ha abbassato la saracinesca nel centro di Cagliari. Fuori un cartello, con la scritta che in caso di urgenze si possono comunque ordinare lenti e occhiali, gli ottici possono stare aperti.

Ma l’incubo è un altro: “Tanto valeva chiudere davvero tutto per due settimane, c’è troppa gente ancora in giro- allarga le braccia Cosentino- se avessero fermato tutto portando anche la spesa a domicilio, forse la sfida contro questo maledetto virus sarebbe stata vinta più facilmente. E invece siamo qui, nella paura. Ma ci spiegate come fa un commerciante che tiene chiuso uno o due mesi ad avere i soldi per fare la spesa e mangiare? Sì, certo, il nuovo decreto del governo ci consente di mettere in cassa integrazione i dipendenti. Sì, ci daranno un bonus di 600 euro. Ma poi come potremo pagare le tasse che semplicemente rinviano? Noi siamo l’anello debole, tutti noi: dovremo ricostruire pezzo per pezzo, tassello per tassello, la ricostruzione sarà durissima. Il turismo in Sardegna rischia un lunghissimo stop. Mi chiedo: perchè dobbiamo pagare sempre noi, perchè dobbiamo essere sempre noi a tenere in piedi un sistema che non funziona? Io ho resistito all’avvento dei centri commerciali, alla globalizzazione: trent’anni fa avrei potuto tranquillamente chiudere per un mese, ce l’avrei fatta. Adesso è tutto davvero più complicato, ci sentiamo soli e abbandonati. Bene ha fatto il sindaco Truzzu a chiudere i parchi e a chiarire con vigore che bisogna stare a casa”.

Le parole di Sandro Cosentino fotografano benissimo il sentimento di tanti commercianti e partite Iva che oggi non hanno più neanche voce, chiusi nelle loro abitazioni, a proteggersi dal virus senza sapere che futuro avranno le loro attività, i dipendenti, come potranno far fronte a tutti i pagamenti. La “manovra poderosa” presentata oggi dal governo Conte che ha stanziato 25 miliardi basterà? “Servirà molto di più e soprattutto servono soluzioni intelligenti contro la crisi- aggiunge Cosentino- tutti quanti abbiamo mutui e investimenti in corso, come possiamo far fronte? Come puoi pagare un leasing se non incassi per settimane o mesi? A cosa serve il rinvio se poi si dovrà pagare tutto cash? Come farà chi ha un’attività poi ad avere i soldi per fare la spesa? Speriamo che tutto finisca in fretta, ma non servono elemosine: lo Stato deve venirci incontro con tutti gli investimenti possibili e, questa volta, annullare almeno le tasse per il 2020. Salvateci, penso di parlare a nome di tanti altri commercianti che sono disperati”.

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