Presentato da Locci Senior, nel 2016 fu ripreso dal sindaco Tomaso Locci che, con Truzzu e Guarracino, pensarono a un collegamento sino alla laguna di Santa Gilla. “Mi fa piacere che quell’idea, ampiamente derisa, trova finalmente uno sbocco concreto”.
È recente la notizia che con i fondi Pnrr si potrà partire in battello per raggiungere Sant’Elia-Su Siccu: è nella fase conclusiva: entro il 2026 – assicurano dalla Città Metropolitana – si potrà salire a bordo dalla piscina comunale Sicbaldi e scendere al Parco Nervi, attraversando il parco di Molentargius e costeggiando gli stadi.
Un’idea che punta su mobilità sostenibile e valorizzazione ambientale.
Tomaso Locci spiega le fasi che hanno preceduto il percorso finale, che partono ben 40 anni fa, ampliando la visione a una riqualificazione totale, mirata a una concentrazione di servizi e a una grande opportunità dal punto di vista lavorativo.
“Un bellissimo progetto che da riprova della nostra lungimiranza” esprime Locci. “È il progetto dell’idroscalo che era stato portato avanti dal 2016 sino al 2024, la minoranza ha sempre deriso e sbeffeggiato, noi lo abbiamo portato all’interno della città metropolitana con Truzzu e Guarracino e, finalmente, vede la luce. Io voglio rivendicare l’idea partita da Monserrato, quel tipo di banchina che dicono di Pirri era Monserrato prima dell’autonomia e ora, con Zedda, si sta ridiscutendo delle aree di sbocco del canale”. Ridifinizioni assurde sono state messe in atto con l’autonomia, quelle che, per capire meglio, tagliano in due le scuole, le case e ancora oggi sono al centro di una lunga diatriba burocratica. “Io ho portato avanti questa idea e sono contento che possa vedere la luce. Con l’assessore Guarracino avevamo fatto una escursione in battello partendo dalla banchina di Monserrato, perché non è Pirri, sino a metà di quel percorso. Mio padre presentò il primo progetto negli anni’80, dove era previsto lungo il canale, da Monserrato a Cagliari, un’area di battigia a vocazione turistica poiché tutto attorno sarebbe dovuto essere trasformato in area di servizi, ristorazione, dando così al canale, ripulito e riqualificato, un altro aspetto.
I Navigli di Milano sono realizzati così, venne ripreso in parte il progetto anche dall’architetto Malgarise, e poi, io stesso, ho cercato dal 2016 di portare avanti questa idea.
Sono felice che si sta realizzando” ripete Locci. “È ovvio che può essere un inizio, uno sbocco di piccolo barche, si poteva pensare così, poteva avere anche un fine sportivo come turistico, se ben riqualificato e investendo un notevole capitale, dove scendere e gustare non nutrie ma buon vino e prodotti tipici sardi”.
La via del mare per collegare queste zone, insomma. E chissà se in futuro potranno sorgere strutture, ecosostenibili magari, in modo tale da non stravolgere completamente la struttura naturale del canale, che possano permettere di sfruttare in pieno il progetto e renderlo una grande opportunità turistica, un’attrattiva per tanti e, di conseguenza, potrebbe generare tanti posti di lavoro.













