“Mia figlia malata strumentalizzata con un falso annuncio su Facebook”

L’editore del periodico religioso precisa: “non si tratta di una truffa ma di una semplice incomprensione con la madre della bambina. Il nostro obiettivo era aiutare la signora e la sua famiglia”

“Aiutiamo la piccola Chiara, è malata di tumore, vive a Olbia e la sua casa è stata distrutta dall’alluvione. Le foto e l’appello della mamma”. La richiesta d’aiuto disperata compare da ieri, 8 febbraio, nel sito “Il Pellegrino di Padre Pio”, e in poche ore è stato condiviso nei social network da migliaia di persone impietosite dalla triste storia della piccola olbiese e della sua famiglia. L’appello si conclude con il numero di telefono della madre della bimba, e un codice Iban per inviare contributi economici a sostegno delle cure mediche per la piccola Chiara. Ma oggi proprio la madre, Caterina, smentisce tutto. “Mia figlia non ha un meningioma ma un emangioma infantile – spiega – e soprattutto non ho autorizzato nessuno a mettere questo annuncio. La nostra casa è stata distrutta dall’alluvione ma fortunatamente mio marito ha un lavoro fisso, e la nostra situazione non è così disperata come viene descritta dal gruppo di preghiera. Se l’annuncio non verrà rimosso sporgerò denuncia”.

L’appello comparso ieri nel sito “Il Pellegrino di Padre Pio”. “Siamo una famiglia distrutta, non abbiamo soldi, io non ho un lavoro, la nostra casa è andata distrutta durante l’alluvione che ha seminato morte e distruzione nella nostra città, Olbia; il Comune con tutte le persone che hanno difficoltà non riesce ad aiutare tutti anche se il Sindaco sta facendo il possibile, anche oltre i suoi compiti istituzionali. Ultimamente siamo stati colpiti da una notizia tremenda, che non auguro a nessun genitore mai di avere per un proprio figlio, mia figlia Chiara di 15 mesi è malata di tumore. Le hanno riscontrato un meningioma al petto e preghiamo padre Pio affinché sia benigno, e per le cure dobbiamo andare una volta al mese a Genova all’Ospedale Gaslini, un Ospedale all’avanguardia per la cura dei tumori infantili. Non abbiamo un euro e vi chiediamo un aiuto a voi tutti che sappiamo siete persone di cuore. Preghiamo sempre il nostro caro padre Pio affinché ci aiuti in questo momento difficilissimo per la nostra famiglia. Non importa per la casa che non c’è più, ma vogliamo almeno poter curare la nostra piccola Chiara, che il Signore ci ha mandato, frutto dell’amore tra me e mio marito e che vogliamo curare il meglio possibile. Il resto con i sacrifici e il tempo si aggiusterà. Caterina”.

Dopo migliaia di condivisioni però qualcuno si è insospettito, ed è subito partito l’allarme truffa. Nell’appello si parla infatti di meningioma al petto, e come si sa si tratta di un tumore benigno che colpisce le meningi e quindi il cervello, non il petto. Dubbi fondati e confermati dalla madre della bimba, che raggiunta telefonicamente spiega “la storia è stata praticamente inventata. Conosco gli organizzatori del gruppo di preghiera che, dopo tante insistenze, mi hanno chiesto i miei dati per potermi aiutare tra loro. Mai avrei pensato che c’era l’intenzione di mettere un annuncio pubblico. Sto ricevendo tantissime telefonate, e la cosa mi fa stare male perché c’è di mezzo mia figlia, ed è stata strumentalizzata la mia vita privata. Ho richiesto la rimozione dell’appello ma non è stato fatto ancora niente. Ora sarò costretta a sporgere denuncia perché sono stati resi pubblici i miei dati personali”.

Ma dall’editore di “Il Pellegrino di Padre Pio”, Massimiliano Pitacco, arrivano alcune precisazioni. “La storia ci è stata segnalata da una nostra lettrice – spiega – A quel punto ho chiamato la signora che mi ha confermato tutto e inviato le foto e il codice Iban, non avendo ben presente la popolarità del nostro sito di informazione e del giro che il suo appello avrebbe fatto. Sulla malattia c’è stata un’incomprensione durante la conversazione telefonica. Da parte nostra c’è stata la più totale buona fede, che tra l’altro ci ha sempre contraddistinto, lo dimostra il fatto che abbiamo messo i dati della signora e non i nostri. Già in passato abbiamo aiutato altre persone in difficoltà”.