Un affare di droga, una partita di hashish promessa a prezzi stracciati, in cui non c’entrava nulla: Leonardo Mocci potrebbe essere morto perché aveva deciso di accompagnare l’amico, per proteggerlo, all’appuntamento con i fornitori a Monserrato. Una vicenda dai dettagli ancora da chiarire ma che tassello dopo tassello si sta ricomponendo in tutta la sua drammaticità, come anticipa oggi l’Unione Sarda. Un presunto affare legato all’acquisto di stupefacenti che si sarebbe trasformato in una trappola mortale. Al centro della vicenda, secondo le prime ricostruzioni, una trattativa per una partita di hashish offerta a un prezzo particolarmente vantaggioso, negoziata nei giorni precedenti attraverso una serie di contatti e messaggi. L’accordo, definito per alcune migliaia di euro, prevedeva un incontro notturno in piazza Settimio Severo: Leonardo è arrivato con l’amico, ad aspettarli c’era una banda di rapinatori già nota per precedenti simili, che avrebbe tentato di prendersi i soldi.
Secondo quanto emerge, il giovane potrebbe non essere stato direttamente coinvolto nella trattativa, ma avrebbe deciso di accompagnare un amico per garantirgli protezione. L’ipotesi investigativa è dunque che i due siano stati attiratti in un’imboscata orchestrata da una banda specializzata in rapine legate al traffico di droga. Un modus operandi che, secondo i sospetti, sarebbe stato già utilizzato in passato: incontri fissati con il pretesto di vendite vantaggiose e trasformati in aggressioni ai danni degli acquirenti. Episodi che difficilmente emergono attraverso denunce formali, proprio per la natura illegale delle trattative, ma che ora potrebbero trovare un filo conduttore nell’inchiesta in corso.
Intanto, a Villacidro è sempre più forte il dolore e lo sgomento. I funerali di Mocci si terranno domani alle 16 nella parrocchia di Santa Barbara. La salma è stata restituita alla famiglia dopo l’esame autoptico eseguito dal medico legale Roberto Demontis, su incarico della Procura. L’autopsia ha confermato che il colpo fatale, esploso con un’arma di grosso calibro, sarebbe stato sparato a distanza ravvicinata.










