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Il lavoro c’è ma tanti giovani lo rifiutano: troppa fatica tra festivi, notturni e straordinari

di Redazione Cagliari Online
28 Maggio 2018
in sardegna, zapertura

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Il lavoro c’è ma tanti giovani lo rifiutano: troppa fatica tra festivi, notturni e straordinari

Ragazzi giovani di spalle

C’è chi li ha definiti ‘bamboccioni’ e chi ‘choosy’ e sicuramente si tratta di esagerazioni. Se riferite al mercato del lavoro giovanile in generale. Ma i casi di giovani che, magari (ma non necessariamente) sostenuti dalle famiglie e dai relativi ammortizzatori sociali informali, mostrano più di una resistenza ad accettare lavori ritenuti particolarmente faticosi o pesanti non sono così sporadici. Anzi. Al punto che non manca chi, tra gli esperti del settore e i vertici di associazioni di categoria, ha stilato una lista delle tipologie occupazionali a più rilevante rischio rifiuto: dal lavoro nei fine settimana e nei festivi a quello notturne, dal part-time in ore scomode o difficoltose ai turni articolati e variabili. Nel novero rientrano, però, anche le lavorazioni pesanti in termini di mansioni o perché svolte in condizioni e in ambienti sfavorevoli (come nell’edilizia, nell’agricoltura, nell’allevamento, nella panificazione, nel tessile-abbigliamento, nell’industria chimica e meccanica, nei servizi di pulizia e nella sanità).

“Lavorare nella ristorazione – spiega Lino Enrico Stoppani, presidente della Fipe-Confcommercio – richiede impegno fisico e mentale con un forte spirito di sacrificio. Si lavora il sabato e la domenica, nelle feste di ricorrenza, in parte anche di notte e persino il 1 maggio. Ci sono, quindi, difficoltà a trovare personale qualificato per mancanza sia di candidati sia di profili con le competenze richieste. Il risultato è che i giovani italiani sono sempre meno disposti ad impegnarsi nelle nostre imprese come testimonia la crescente presenza di lavoratori stranieri. E questo sebbene 8 occupati su 10 abbiano un contratto a tempo indeterminato”.

Non va meglio, anzi, per i panificatori e i pasticcieri. “Le nostre imprese hanno difficoltà a trovare personale. – osserva Claudio Conti, Presidente di Assipan-Confcommercio – Lavorare nel nostro settore implica sacrificio, fatica e orari spesso notturni. Anche questo frena molti giovani”. L’effetto è che “quelli che lavorano in questo ambito lo fanno soprattutto all’interno di piccole imprese familiari”.

Ma, alla base della mancata disponibilità e della carenza di personale qualificato, insiste Andrea Vecchi, modenese, imprenditore e componente della presidenza nazionale della Cna Agroalimentare, c’è anche un rilevante problema di formazione. Per questo “a Modena esiste un’esperienza recente, e molto positiva, di corsi di formazione professionale nella panetteria e nelle attività da forno, che serve, prima di tutto, a fare appassionare i giovani al lavoro manuale, benché qualificato. E soprattutto a far conoscere loro questo tipo di lavoro che, nell’immaginario, è ancora legato a una realtà che non esiste più da anni: dalla temperatura del luogo di lavoro agli orari di lavoro è cambiato tutto. Ma ai giovani non glielo dice nessuno, fuori da centri di formazione come questo di Modena”.

Non va diversamente per il settore edile. Riccardo Roccati, imprenditore ferrarese e esponente di Cna Costruzioni, osserva: “È vero che i giovani italiani, in maggioranza, perché sarebbe ingiusto generalizzare, non vogliono fare più certi lavori. Colpa di una mentalità sbagliata, di famiglie protettive, di scuole dove si continuano a snobbare le attività manuali. Possiamo anche impegnarci a qualificarlo noi, ma servono giovani che vogliono qualificarsi”.

Va, invece, controcorrente Alessandro Ramazza, Presidente di Assolavoro, l’Associazione delle Agenzie per il lavoro. “Non è raro – precisa – che le aziende ci chiedano i servizi di ricerca, selezione e di somministrazione anche per sopperire a esigenze legate a orari sgraditi o giorni festivi, per quanto si tratta di una quota secondaria di attività per il settore. Dal nostro Osservatorio emerge che i giovani non hanno grandi remore a lavorare su turni e anche in orari difficili, purché adeguatamente remunerati”.

Dal nostro giornale partner Quotidiano.net

Tags: giovanilavoro
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