La povertà a Cagliari ai tempi del Coronavirus: in città resistono 11 senzatetto

La Caritas: “Abbiamo sistemato quasi tutti nelle nostre case di accoglienza. Ci sono 11 irriducibili, li monitoriamo costantemente”. Aperte le mense, con le nuove norme molte scelgono di distribuire i cestini piuttosto che servire i pasti. Ai bisognosi della città la “provvidenza” del cibo donato da alberghi e ristoranti chiusi


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Undici senzatetto nelle strade di Cagliari. La Caritas è riuscita a convincere tutti gli altri e a sistemarli presso strutture di accoglienza, ma resistono gli irriducibili, monitorati costantemente. I pasti vengono serviti presso le mense, ben rifornite questi giorni grazie alle donazioni di alberghi e ristoranti costretti a chiudere. Ma cambiano le modalità: molti scelgono di dare cestini col cibo piuttosto che servire il pranzo a tavola, in osservanza delle nuove prescrizioni.
E’ la fotografia dell’assistenza ai bisognosi in città ai tempi del coronavirus. “Stiamo monitorando tutto anche in strada”, dichiara don Marco Lai, direttore della Caritas diocesana, “abbiamo individuato solo 15 persone, restano 11 irriducibili, bisogna guardare a queste persone con amorevolezza e noi li monitoriamo ogni giorno. Gli altri, con l’aiuto del Comune, li stiamo inserendo nelle diverse case di accoglienza di bassa soglia. Molti avevano trovato ospitalità al Carmine e dai padri saveriani, altri presso le proprie famiglie e quindi il numero si è ridotto. Nessuna donna è rimasta in strada”, conclude, “continueremo a monitorare questa dimensione estrema”.
Dalla case di accoglienza si esce solo per andare alla mensa. “All’accoglienza Caritas abbiamo allargato i tempi di permanenza”, aggiunge don Marco, “che in genere è solo notturna, mentre ora possono stare tutto il giorno. Andare alla mensa ma mi sembra salutare perché fanno due passi per andare a mangiare un pasto caldo e nutriente, arricchito ora dalle tante pietanze e dagli alimenti donati dai ristoranti e dagli alberghi costretti a chiuder e che hanno scelto di donare ai poveri”.
Alla mensa Caritas di viale Sant’Ignazio 40 persone al giorno accolte a colazione, circa 120 a pranzo e 90 a cena. Tutto in osservanza delle prescrizioni governative (mascherine, guanti e rispetto delle distanze interpersonali). Restano aperte anche la mensa delle suore di Madre Teresa a Sant’Elia (pasto caldo alle 18 tutti i giorni escluso il giovedì e pranzo la domenica), quella del Buon Pastore che offre i sacchetti e i cestini col pasto come la mensa di via Dante e la parrocchia di San Carlo. C’è poi la mensa di Elmas e la distribuzione dei viveri in via Barone Rossi e in via Po. “Inoltre”, “conclude don Marco Lai, “abbiamo due associazioni a disposizione per portare la spesa a domicilio alle persone che non possono uscire di casa e i nostri medici sono a disposizione per il sostegno alle persone più fragili. i poveri sono nella nostra totale attenzione. Nessuno si è dimenticato di loro”.