La Lega: “700mila euro di ristori per i negozi che vendono armi in Sardegna”

La proposta di tutti i consiglieri leghisti sardi mentre si discutono i ristori per gli ambulanti, primo firmatario Andrea Piras: “È per fronteggiare la sospensione delle attività legata all’emergenza Covid”. Proteste dall’opposizione: “Bisogna aiutare tutti in maniera equa”. Cosa ne pensate?

“Settecentomila euro di ristori, 7mila per ciascun beneficiario, alle imprese operanti nel commercio al dettaglio di armi e munizioni, articoli militari aventi sede legale e operativa in Sardegna”. La proposta di legge, inserita tra gli emendamenti dei ristori oggi in discussione in Regione, porta la firma di tutti i consiglieri leghisti. Primo firmatario è Andrea Piras. Il partito del carroccio propone quindi di dare soldi a chi vende armi e munizioni. Il motivo? “Al fine di fronteggiare le conseguenze della sospensione o della ridotta attività dovuta all’emergenza legata alla diffusione del virus Covid-19”. Proposta che arriva da un partito della maggioranza, bisogna vedere comunque se sarà approvata. Ma l’idea raccoglie già critiche dall’opposizione.
La consigliera regionale dei Progressisti Maria Laura Orrù, infatti, pubblica la foto dell’emendamento leghista su Facebook e commenta così: “Ristori? Sì certo, ma non così! Serve sostenere tutti coloro che soffrono e va fatto in maniera equa. Sto seguendo ora i lavori in commissione lavoro e attività produttive, dove si sta discutendo la proposta di legge numero 263 che prevede i ristori per gli operatori di sagre e feste. Trovo irragionevole e ingiusto intervenire su un solo settore. A seguito di un’attenta analisi, sono convinta che sia più equo e proficuo intervenire in modo da garantire i Ristori a tutte le categorie in forte difficoltà a causa delle chiusure dovute alla pandemia in corso. Ci tengo a sottolineare che al testo sono stati presentati diversi emendamenti, che non sappiamo se verranno approvati. Per la Lega, primo firmatario Piras, la priorità è un emendamento per sostenere le imprese che operano nel commercio al dettaglio di armi, munizioni e articoli militari. A voi le conclusioni”.


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