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La denuncia di 3 giovani sardi: “Aggrediti dai turisti a Cala Sinzias per aver tolto un ombrellone”

di Paolo Rapeanu
26 Agosto 2021
in hinterland, zapertura1

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La denuncia di 3 giovani sardi: “Aggrediti dai turisti a Cala Sinzias per aver tolto un ombrellone”
Hanno cercato uno spazio libero, dopo mezzogiorno, nella spiaggia di Cala Sinzias. Hanno trovato, invece, urla e minacce da parte di un gruppo di turisti. È questo quanto accaduto a David L. e a due sue amiche, ieri, nella spiaggia di Castiadas. Il giovane sardo ha spedito una email alla nostra redazione per raccontare il fatto, dettagliandolo nei particolari e chiedendo di restare anonimo, forse per paura di ritorsioni. Ecco, di seguito, il suo racconto.

“Scrivo per raccontare un episodio estremamente spiacevole e al limite dell’aggressione accaduto a Cala Sinzias.

Io e due amiche, da un paese del Campidano, raggiungiamo la spiaggia alle 12:15 circa, e decidiamo di piazzarci con due ombrelloni in uno spiazzo vicino riva che ci accoglieva alla perfezione, perfettamente distanziati da altri bagnanti. Se non fosse che al centro di questo spiazzo ci fosse un ombrellone chiuso con spiaggiola annessa, apparentemente senza padroni. Pratica diffusa dei furbetti che lasciano l’ombrellone in spiaggia per tenersi i posti migliori mentre loro si fanno i porci comodi in villetta per ore. Allora decidiamo di piazzarci lì comunque, spostando l’ombrellone del furbetto di lato. Qui inizia un diverbio infuocato, urla e minacce, dapprima con un singolo bagnante toscano , poi con almeno altri quattro nuclei distinti ma tutti di provenienza toscana, che ci circonda e ci apostrofa di ignoranza e cafoneria, frasi come ‘voi siete la vergogna di questa isola, dovreste essere grati ai turisti che vengono qui nonostante il Covid, io sono più sardo di te perché vengo qui da 20 anni, mettiti tu dietro dato che c’è tanto spazio, qui è prenotato dalle sette di mattina e tu vieni ai tuoi porci comodi, ora chiamo i carabinieri e ti denuncio’ ( chiamati seriamente ma senza nessun intervento perché ovviamente nel torto), ‘se vuoi i bei posti vieni prima, vent’anni fa non c’era niente, ringraziamo i turisti’. Il tutto corredato di minacce verbali (ti spacco la faccia, volano pugni), intimidazioni fisiche, faccia a faccia repentini con 30 centimetri di distanza contro due ragazze calmissime che spiegavano le loro ragioni con fin troppo garbo e contro me unico maschio ma etichettato come ragazzino ganzo e ignorante. Noi per toglierci ogni dubbio abbiamo contattato i carabinieri di Castiadas e ci hanno rincuorato dandoci ragione, nessuno può lasciare l’ombrellone in spiaggia libera incustodito per farsi i propri comodi altrove impedendo agli altri di fruire degli spazi pubblici. Hanno anche aggiunto che più volte chiudono un’occhio, specialmente in agosto. Questo non giustifica un’aggressione del genere, urla disumane, una magra figura per loro ma anche per noi coinvolti involontariamente in questa diatriba. Questo stava chiaramente a significare avere oltrepassato un limite, una regola non scritta dei villeggianti cronici della spiaggia, dove appunto tutti si conoscono, si credono i padroni e difendono a spada tratta questo abominevole modo di prevaricazione sul singolo bagnante. Per la cronaca, l’ombrellone della discordia, alle 18 circa ancora era senza padrone, e dopo le nostre foto è magicamente sparito. Loro, tronfi, si raggruppavano e continuavano ad affermare la loro ragione. Noi ci siamo spostati di una cinquantina di metri per non vedere quegli atteggiamenti da vero cafone.
La Sardegna non si merita questo tipo di turismo gangster. Ciò che ci ha colpito è stato anche che nessuno è intervenuto a difenderci e soprattutto a difendere un diritto di tutti. Solamente quando i turisti si sono spostati a pranzare in villetta, minacciando ulteriormente di spaccarci la faccia se avessimo toccato i loro averi lasciati in spiaggia illegalmente, due ragazze e un ragazzo ci hanno mezzo rincuorato. Troppo poco, quasi niente”.
Tags: Sardegna
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