Ristorazione e turismo in Sud Sardegna, stagione 2026 in tenuta con cauto ottimismo. Cresce la clientela estera, ma imprese strette tra rincari, personale e trasporti.
È quanto emerge dall’indagine di Fipe Confcommercio Sud Sardegna su circa 250 imprese della ristorazione e del turismo del territorio. Il quadro è di sostanziale stabilità rispetto al 2025. Il 22% degli operatori segnala un andamento in linea con lo scorso anno, solo una minoranza registra un peggioramento, altri indicano risultati migliori.
Sul fatturato prevale la stabilità, con una parte di attività che dichiara ricavi in aumento. Invariato anche il numero di clienti per la maggior parte degli imprenditori.
Il dato più significativo riguarda la domanda straniera: quasi la metà degli operatori rileva una crescita dei turisti dall’estero. La clientela italiana resta più contenuta, con i picchi attesi a luglio e agosto.
Restano però i nodi strutturali. L’aumento dei costi di gestione è la prima criticità: praticamente tutti gli operatori segnalano rincari rispetto al 2025 e la quasi totalità prevede ulteriori aumenti. Seguono la difficoltà a reperire personale qualificato e i problemi legati a collegamenti e trasporti.
Tra le richieste più urgenti gli imprenditori indicano la riduzione dei costi aziendali, il miglioramento di trasporti e connessioni, misure per favorire le assunzioni, maggiore promozione turistica del territorio e più eventi per attrarre visitatori.
“I dati ci restituiscono l’immagine di un comparto che dimostra grande capacità di resistenza e adattamento – commenta Emanuele Frongia, presidente di Fipe Confcommercio Sud Sardegna –. C’è tenuta di fatturati e presenze e segnali incoraggianti sui turisti stranieri. Ma non possiamo ignorare le difficoltà quotidiane delle imprese. L’aumento dei costi, la carenza di personale e le criticità dei trasporti richiedono interventi concreti e tempestivi. Le aziende fanno la loro parte, serve una strategia condivisa per far crescere il settore”.
Per Fipe Confcommercio Sud Sardegna la stagione 2026 conferma la solidità di un comparto chiave per l’economia del territorio, ma evidenzia anche l’urgenza di affrontare le questioni che da anni limitano la competitività delle imprese.












