Ricette, scienza, storia e arte.
Gnocchi alla sorrentina
con melanzane fritte.
Ecco la vera ricetta.
Ingredienti per 2-3 persone
500 gr. di gnocchi di patate
130 gr. di fior di latte mozzarella
100 g di melanzane
350 gr. di pomodori pelati
1 spicchio di aglio
q.b. di sale
q.b. di olio 20 g
q.b. di basilico
40 gr. di parmigiano reggiano
Difficoltà: Facile
Tempo di preparazione: 30 minuti
Tempo di cottura: 20 minuti
Tempo totale: 50 minuti
PREPARAZIONE
Per prima cosa friggere le melanzane finemente tagliate.
Preparate il sugo con olio, aglio pomodori pelati, basilico
. Scolate gli gnocchi e conditeli con il sugo e ricoprite con parmigiano. Versate il tutto in una teglia da forno. Procedete a strati prima con gnocchi, ricoprite con fettine di melanzana fritte sopra le quali aggiungete le fettine di mozzarella. Infornate per 10 minuti a 180 gradi. servite.
Valori nutrizionali
540 kcal
P 19,5 g
G 58,5 g
L 25,0 g
A porzione
Storia del piatto
Gli gnocchi alla sorrentina sono uno dei simboli gastronomici della Sorrento. La ricetta si è affermata tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento, quando il pomodoro era ormai diventato protagonista della cucina campana e la mozzarella, prodotta nell’area campana, era facilmente reperibile. La tradizione vuole che venissero preparati in piccoli tegamini di terracotta e passati rapidamente in forno, così da ottenere la caratteristica crosticina dorata.
Esiste anche una leggenda secondo cui il piatto sarebbe nato in una locanda delle colline sorrentine, dove un cuoco, per recuperare degli gnocchi già lessati, li condìva con sugo di pomodoro, mozzarella e basilico, li gratinò e ottenne un successo tale che la ricetta si diffuse rapidamente. È un racconto popolare, non un fatto storicamente documentato, ma è entrato nell’immaginario della cucina campana.
La visione della saggista
“Questa ricetta mi fu insegnata in un ristorante di Sorrento sulla piazza negli anni Ottanta durante una vacanza memorabile nella costa amalfitana. All’epoca il turismo era più misurato e la stessa ristorazione aveva ancora uno spirito più familiare anche se di lusso. Ci venne offerta in piccoli tegamini.
Da allora l’ho sempre preparata così: con melanzane fritte a strati e mozzarella, senza provola come spesso viene presentata sia in TV che nelle riviste.
Ogni volta che la porto in tavola ritrovo i profumi e i sapori di quella cucina e difficilmente rimane qualche avanzo.
A cura di Raffaella Aschieri
Specialist | Docente in Menu Management | Menutrix elaborazioni | Cultural Consultant | Gastronoma













