La “Brocca Itinerante” arriva a Capoterra: un viaggio nella solidarietà antica che unisce i comuni.
La consegna simbolica da Sarroch celebra l’antica pratica de “Su ajuru torrau”, il favore restituito. La Compagnia Barracellare: “La solidarietà è nel nostro DNA”.
Un simbolo carico di storia e significato ha varcato oggi i confini del comune di Capoterra. La comunità ha accolto con una cerimonia carica di emozione la rappresentanza del paese di Sarroch, giunta per consegnare la “brocca itinerante”, un oggetto che racchiude in sé la memoria dell’antica funzione del favore restituito.
Non un semplice manufatto, ma un contenitore privilegiato che evoca il bisogno primario per eccellenza: l’acqua. In un’epoca in cui l’acqua corrente non era ancora disponibile nelle abitazioni, esisteva una pratica che rappresentava la più antica forma di solidarietà: “Su ajuru torrau” (l’aiuto restituito). Le comunità si organizzavano per ricevere e dare aiuto reciproco nell’approvvigionamento del bene più prezioso per la vita.
La brocca, diventata simbolo di questa tradizione, ha già toccato diversi comuni del territorio. In ogni tappa, le amministrazioni e le realtà locali hanno attivato eventi per ricordare questa usanza, che un tempo rappresentava una necessità indispensabile, specialmente per i paesi più poveri. Un meccanismo virtuoso che permetteva la sopravvivenza anche delle famiglie meno indigenti, sviluppandosi nella forma più semplice e genuina: i vicini di casa si scambiavano cortesie e favori, alternandosi nel recupero dell’acqua dalla fontana pubblica più vicina per rifornire chi non poteva.
“Oggi per il comune di Capoterra è un privilegio ricevere questa brocca, segno tangibile di solidarietà e fratellanza», hanno dichiarato all’unisono l’assessore Arianna Lunesu che è stata anche la promotrice dell’ evento, il Sindaco Beniamino Garau e i rappresentanti dell’amministrazione durante l’accoglienza.
A sottolineare il profondo legame con i valori espressi dalla manifestazione è stata la Compagnia Barracellare di Capoterra, presente alla cerimonia. «Ci siamo sentiti parte integrante di questo momento – hanno spiegato i barracelli – perché la solidarietà è intrinseca nel nostro DNA”.
Le Compagnie Barracellari, nate presumibilmente intorno al 1500, in Sardegna, furono istituite per rispondere all’esigenza di proteggere le proprietà, gli allevamenti e gli agricoltori dalle razzie e dai furti. Venivano coinvolti i cittadini di buona volontà e di riconosciuta buona reputazione. Ed è emblematico il fatto che il loro compenso non fosse uno stipendio, bensì un riconoscimento per l’impegno, che spesso e volentieri consisteva in frutti della natura. Proprio come nel concetto de “Unu ajudu torrau”: un gesto di solidarietà ricompensato con ciò che si poteva dare.
La brocca rimarrà a Capoterra sino a lunedì 30, prima di ripartire per il suo cammino, continuando a tessere quella rete di valori antichi che ancora oggi uniscono le comunità del territorio. I Barracelli della compagnia di Capoterra si occuperanno di consegnarla ai referenti del Comune di Quartu.
Si ringraziano l’assessore Arianna Lunesu, il sindaco Beniamino Garau, l’amministrazione del Comune di Capoterra nonché il coautore Franco Bayre “per averci reso parte attiva della splendida manifestazione”.












