Isole Baleari battono Sardegna 10-0: negozi e musica open 24 ore su 24

L’analisi di Sergio Atzeni: sul turismo Cagliari e la Sardegna sono distanti anni luce dalle realtà produttive. A Palma i dj internazionali attirano giovani da tutta Europa, a Cagliari si spegne la musica a mezzanotte

di Sergio Atzeni

Isole Baleari battono Sardegna 10 -0 Tanto si parla di Sardegna turistica, ma si fa poco o niente per attirare la materia prima: i turisti. Da anni si tenta di allargare la stagione estiva oggi limitata ai tre mesi di giugno, luglio e agosto, ma nessun progresso tangibile finora sembra essere stato raggiunto. Per rendersi conto della realtà e del ritardo che la Sardegna segna rispetto ad altre concorrenti basta leggere i dati di zone turistiche simili alla nostra isola e non distanti geograficamente. Scorrendo i numeri, per esempio, delle Isole Baleari, qualche domanda ce la dobbiamo porre insieme a numerose constatazioni. Per prima cosa nel confronto con le isole spagnole noi mettiamo in campo spiagge, mare e interno dell’isola che nel complesso sono sicuramente superiori. Allora perché solo l’isola di Maiorca ha un traffico passeggeri di 23.115.499 (fonte Aena) nel solo aeroporto di Palma contro 7.406.719 (fonte Asso aeroporti), totale che si raggiunge sommando i tre aeroporti sardi?. L’isola di Maiorca è 6 volte e mezzo più piccola della Sardegna eppure ha un movimento passeggeri più di 3 volte superiore, ha la metà di abitanti e schiera 4760 (fonte Booking) strutture ricettive contro le nostre 5130, cioè una struttura ogni 183 abitanti contro 323 della Sardegna. Questi dati mettono in crisi la nostra vocazione turistica e ci dovrebbero far pensare e cercare i motivi del nostro “sottosviluppo turistico”.

L’isola di Maiorca ha un centro, Palma, dove i locali e i negozi sono aperti 24 ore su 24 con teatri e spettacoli per strada che attirano migliaia di persone. Non si contano le discoteche di ottimo livello per la capienza, le scenografie, gli eventi e le sempre più frequenti partecipazioni dei grandi D.J. internazionali che sono una calamita per i giovani ma anche per i genitori che arrivano con i figli che qui vengono volentieri. Anche un grande e moderno campo da golf e un’altra attrattiva per migliaia di stranieri. Le Baleari offrono cioè quei servizi turistici nel “dopo-spiaggia” che oggi determinano la fortuna turistica di quella zona e per questo i prezzi, in generale più bassi della Sardegna, influiscono in bassa percentuale nell’attirare i turisti. Ma sono i dati di Ibiza che dovrebbero essere studiati per conoscere da dove nascano.. L’isola considerata trasgressiva fonda la sua fortuna sul divertimento che viene favorito dal disco-bus che compie ogni notte il giro delle discoteche e locali notturni per impedire ai giovani di guidare. Ma i turisti di Ibiza non sono solo giovani ormai anche i loro genitori sono parte integrante dei frequentatori perché ci sono occasioni di intrattenimento per tutti i gusti ai quali non resistono neanche migliaia di Vip che te li vedi passare accanto. Se quello che offre Ibiza porta ai numeri che seguono vuol dire che la carta da giocare per la Sardegna è quella già calata dall’isola spagnola. Il transito nel suo aeroporto ha toccato nel 2014 quota 6 milioni e 211 mila passeggeri cifra che lascia stupefatti rispetto ai 7 milioni 406 mila del totale degli aeroporti sardi e considerato che l’isola delle Baleari è 42 volte più piccola della Sardegna con solo 132 mila abitanti. Tenuto anche conto poi che la Sardegna ha spiagge, coste e natura che surclassano Ibiza, ma anche tutte le Baleari, allora la fortuna dell’arcipelago spagnolo è dovuta solo all’organizzazione del “dopo-spiaggia” e agli intrattenimenti. Sono questi che hanno fatto in modo che quelle isole abbiano una continuità territoriale con tutta l’Europa grazie alle compagnie aeree che offrono collegamenti continui con le principali città europee che hanno portato nel 2014 31 milioni e 959 mila passeggeri: 4 volte quelli arrivati in Sardegna. 


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