La Corte d’Appello vaticana ha stabilito che il processo a carico del cardinale Angelo Becciu dovrà essere rifatto. Con un’ordinanza di 16 pagine, i giudici hanno infatti dichiarato la “nullità relativa” del giudizio di primo grado, disponendo la rinnovazione del dibattimento e fissando al 22 giugno 2026 la prossima udienza per definire il calendario delle nuove sedute.
La decisione non annulla completamente il processo precedente: la Corte ha chiarito che sia il dibattimento sia la sentenza di primo grado mantengono i propri effetti. Tuttavia, è stato riconosciuto un vizio significativo nella fase istruttoria, legato al mancato deposito integrale degli atti da parte del Promotore di Giustizia.
Al centro della vicenda c’è la gestione dei fondi della Segreteria di Stato vaticana, per la quale Becciu e altri imputati erano stati condannati in primo grado. Le difese avevano impugnato la sentenza sostenendo che parte della documentazione fosse stata depositata in modo incompleto o con omissis, impedendo una piena conoscenza degli atti e compromettendo il diritto alla difesa.
La Corte ha riconosciuto l’assenza di precedenti simili nella giurisprudenza vaticana, sottolineando come il deposito parziale del fascicolo istruttorio rappresenti una situazione inedita. Proprio questa mancanza ha determinato la violazione del principio fondamentale secondo cui imputati e difensori devono avere accesso completo a tutti gli elementi raccolti durante le indagini.
Un ulteriore punto contestato dalle difese riguarda i Rescripta emanati da Papa Francesco, con cui erano state introdotte deroghe al codice di procedura. Secondo gli avvocati, tali atti non sarebbero stati pubblicati tempestivamente, incidendo sulla regolarità del processo.
Alla luce di queste criticità, la Corte ha ordinato al Promotore di Giustizia di depositare entro il 30 aprile 2026 tutti gli atti nella loro versione integrale. Le parti avranno poi tempo fino al 15 giugno per esaminarli e preparare le rispettive strategie difensive.
Soddisfazione è stata espressa dai legali del cardinale Becciu, che hanno parlato di una conferma delle loro tesi sulla violazione del diritto alla difesa. “Sin dall’inizio avevamo evidenziato irregolarità che compromettevano la correttezza del processo”, hanno dichiarato.