“Abbiamo chiesto ai cittadini di differenziare, alle imprese di riciclare e alle amministrazioni di raccogliere. Ma alla fine il mercato sembra premiare chi produce plastica nuova. Sembra una provocazione. Invece è il paradosso davanti al quale si trova oggi l’intera filiera della plastica riciclata” spiega Giorgio Zucca, sindaco di Sardara.
“E non è un problema soltanto sardo o italiano: è una questione globale. La plastica recuperata, selezionata e trasformata può arrivare a costare più della plastica vergine. E quando il materiale riciclato diventa più caro di quello prodotto ex novo, il mercato fa una scelta spietata: compra il nuovo e lascia indietro il riciclato.
È qui che il sistema va in cortocircuito.
Da una parte si investono risorse, si sensibilizzano i cittadini, si organizzano raccolte differenziate e si chiede alle imprese di aumentare il riciclo. Dall’altra, una volta recuperata, quella stessa plastica rischia di non trovare un mercato disposto ad acquistarla a condizioni economicamente sostenibili.
Che senso ha raccogliere sempre più plastica se poi non siamo in grado di darle un valore?
Il rischio è che il problema venga ancora una volta scaricato sull’ultimo anello della catena: i cittadini, chiamati a fare la loro parte; le amministrazioni, chiamate a sostenere i costi della raccolta; e le aziende del riciclo, costrette a confrontarsi con una concorrenza impari.
Perché la vera partita non si gioca soltanto nei cassonetti della raccolta differenziata. Si gioca sul mercato.
Finché produrre plastica nuova sarà più conveniente che utilizzare quella recuperata, il riciclo resterà schiacciato da una contraddizione elementare: chiediamo di consumare meno risorse, ma il sistema economico continua a rendere più conveniente utilizzarne di nuove”.
E allora la domanda diventa inevitabile: stiamo davvero costruendo un’economia circolare o ci stiamo limitando a raccogliere i rifiuti senza sapere come e dove reinserirli nel ciclo produttivo?
“Perché una cosa è certa: la raccolta differenziata da sola non basta. Il riciclo esiste davvero soltanto quando il materiale recuperato torna a essere una materia prima richiesta dal mercato.
Altrimenti rischiamo di raccontarci una storia rassicurante: quella di un Paese che ricicla, mentre dall’altra parte del mercato continua a vincere la plastica nuova.
E questo non è soltanto un paradosso. È il fallimento di un sistema che pretende di essere circolare, ma che ancora ragiona in linea retta”.