“Da mesi nella nostra via una persona vive stabilmente all’interno di un camper parcheggiato sotto le finestre delle abitazioni.
Il problema non è la presenza di una persona in difficoltà, che avrebbe anzi bisogno di un’assistenza seria e di una sistemazione dignitosa. Il problema è che questa situazione si trascina da troppo tempo senza alcuna soluzione, con conseguenze pesanti per chi vive nella zona” spiegano i cittadini.
“Quasi ogni sera si verificano urla, conversazioni ad altissimo volume e schiamazzi fino a tarda notte, rendendo spesso impossibile dormire. A questo si aggiungono episodi di ubriachezza e comportamenti poco rispettosi dello spazio pubblico, compreso urinare in strada.
Numerosi residenti hanno contattato più volte Comune, Polizia Locale, Carabinieri e servizi competenti: “Abbiamo chiesto sia un intervento a tutela del quartiere, sia una presa in carico reale delle persone coinvolte.
La risposta, però, è sempre più o meno la stessa: senza un illecito accertato sul momento non si può intervenire; se queste persone rifiutano l’aiuto, non ci sarebbe nulla da fare”.
Una “situazione paradossale” viene definita, “un cittadino che lascia l’auto in divieto anche per pochi minuti può essere multato, mentre un camper che occupa stabilmente la strada da mesi sembra diventare intoccabile.
Nel frattempo i servizi sociali continuano ad assistere questa persona portando viveri. Un aiuto umanitario è comprensibile e doveroso, ma non può trasformarsi nell’accettazione permanente di una sistemazione che non è dignitosa per chi la vive e che crea problemi continui al vicinato.
I residenti non chiedono di abbandonare nessuno al proprio destino. Chiedono esattamente il contrario: un intervento serio, coordinato e risolutivo.
Non è accettabile che la risposta delle istituzioni sia, di fatto, quella di chiedere ai cittadini di convivere indefinitamente con rumori notturni, degrado e disagi perché “non si può fare nulla”.
Dopo mesi di segnalazioni, la domanda è semplice: possibile che Comune, servizi sociali e forze dell’ordine non riescano a trovare una soluzione che tuteli sia chi vive in condizioni di fragilità sia chi ha diritto a dormire e vivere serenamente nella propria casa?”










