Si è spento all’età di 87 anni in una clinica torinese a seguito di una malattia.
E’ entrato nella leggenda dello sport italiano grazie alla medaglia d’oro conquistata all’Olimpiade di Roma 1960, sui 200 metri. Divenne il primo velocista europeo a trionfare in quella specialità nella storia dei giochi olimpici.
Era il 3 settembre del 1960, Livio Berruti corse la semifinale in 20.5, da giovane outsider, realizzando una prestazione straordinaria ed eguagliando così il primato mondiale, vincendo poi la finale, nello stesso tempo, davanti allo statunitense Lester Carney (20.6) e al francese del Senegal Abdou Seye (20.7); la vittoria gli permise di ottenere 800 mila lire dal Coni per la medaglia d’oro, 400.000 lire per il conseguimento del record mondiale e una Fiat ‘500’ regalatagli dalla casa automobilistica torinese.
Partecipò anche ai giochi olimpici di Tokio del 1964, correndo la stessa distanza in finale sulla scomoda prima corsia, finendo quinto ma ancora primo degli europei, con il tempo di 20.83, nella gara vinta dall’americano Henry Carr in 20.36.; fu presente anche ai giochi del 1968 di Città del Messico, dove non partecipò alle finali individuali dei 200 metri, ma raggiunse la finale della staffetta 4×100 metri (la sua terza finale olimpica consecutiva in carriera), classificandosi al 7° posto con il quartetto italiano formato insieme a Sergio Ottolina, Ennio Preatoni e Angelo Sguazzero (con il tempo di 39.2 secondi).
Livio Berruti resterà per sempre nella storia dello sport italiano: con la sua vittoria nel 1960 divenne anche un simbolo della rinascita dell’Italia e del suo miracolo economico.
A Roma, Berruti fu anche protagonista delle cronache grazie al suo flirt con Wilma Rudolph, la sprinter americana che riuscì a vincere sulla pista dell’Olimpico ben tre ori nei 100, 200 e 4×100.
Berruti si avvicinò all’atletica da adolescente, frequentando il liceo classico Cavour. Successivamente, entrò nel gruppo sportivo Lancia, dove si specializzò nei 100 e 200 metri. La sua crescita fu rapida e costante: già alla fine degli anni Cinquanta, infatti, divenne uno tra i migliori velocisti italiani. Nel 1957 vinse il suo primo titolo italiano nei 100 e nei 200, dando inizio a una lunga serie di successi in campo nazionale, per arrivare poi al 1960, dove giunse all’apice della sua carriera, vincendo l’ oro nei 200 metri a Roma.
Dopo la fine della sua carriera agonistica, ha lavorato nel mondo della comunicazione. Nel 2006 fu tedoforo e uno degli otto italiani portatori della bandiera olimpica alla cerimonia di chiusura dei Giochi invernali di Torino.
Il nome di Livio Berruti è apposto su una delle targhe della “Walk of Fame dello sport italiano a Roma”, individuata dal Coni per celebrare le leggende che hanno fatto la storia dello sport azzurro di tutti i tempi.













