“Il Governo ci aiuti per le spese di sanificazione, nel mio bar di Cagliari pochissimi clienti”

Cristina Caiazza, 42 anni, gestisce lo storico bar Borromini in via Dante a Cagliari: “La gente ha ancora paura, calo degli affari dell’80 per cento anche con l’asporto. Il Governo sinora non ci ha aiutato, i soldi del bonus glieli ho già restituiti per pagare le tasse”. GUARDATE la VIDEO INTERVISTA


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I seicento euro del Governo? Chiesti, ottenuti, e già scomparsi: “Glieli ho restituiti per pagare le tasse”. Cristina Caiazza, 42 anni, barista cagliaritana, oggi ha riaperto dopo due mesi di stop e propone l’asporto: “L’andamento è lento, la gente ha paura ma noi siamo speranzosi. Abbiamo tutti voglia di tornare alla normalità. Ho venduto più caffè e cappuccini, ma anche le paste le stanno portando via”. Piccolo, meglio, grande problema: “Pochi clienti, sinora, registro un calo degli affari dell’ottanta per cento”. Soldi in meno nelle casse dell’imprenditrice, quindi, in attesa della riapertura totale, prevista per il primo giugno prossimo, cioè tra quattro settimane abbondanti. “Le sanificazioni costano, devo farle due volte al giorno e anche più volte, durante la settimana. Stringo i denti e vado avanti, il Governo però deve aiutarci, sinora non lo ha fatto”.

Alcol ma non solo, per tenere lontani germi e batteri ed evitare possibili diffusioni del Coronavirus dentro il suo locale: “Servono prodotti specifici per ogni ambiente, dal gel per le mani ai disinfettanti. Tutti costi che si fanno sentire”.


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