I sardi rinunciano a frutta e verdura: costano troppo, vendite in crollo

La media di chi ha smesso di mangiare alimenti fondamentali per il benessere e la salute è nell’isola più alta rispetto alla media nazionale: oltre il 20% a fronte del 9% registrato ad agosto nella penisola.


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Per pagare le bollette i sardi rinunciano a mangiare. O almeno rinunciano alla parte più costosa dell’alimentazione quotidiana, ovvero frutta e verdura: le vendite di questi alimenti, ritenuti fondamentali per il benessere fisico di adulti e bambini, sono crollate nei primi 8 mesi dell’anno di oltre il 20% dell’isola.

Una media più alta rispetto ai numeri nazionali, dove da gennaio ad agosto si è registrata una perdita del 9%, come emerge dal Report agosto 2022 dell’Osservatorio di Mercato di Cso Italy sugli acquisti da parte delle famiglie italiane. Se si considerano i consumi di 5 anni fa, ovvero dei primi otto mesi del 2018, il calo arriva al 15%.

Un chilo di frutta è salito mediamente a 1,89 euro, cioè il 9% in più rispetto all’agosto 2021, mentre il prezzo medio di un chilo di ortaggi ha superato la soglia dei 2 euro, attestandosi sui 2,19 euro, una quotazione nettamente superiore a quella media degli anni precedenti. 


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