Questa mattina, intorno alle ore 10:30, presso la Casa Circondariale di Uta si è consumata l’ennesima, gravissima aggressione ai danni del personale di Polizia Penitenziaria. A comunicarlo Fns Cisl Sardegna.
Un detenuto di nazionalità marocchina, sottoposto al regime di cui all’art. 14 bis dell’Ordinamento Penitenziario e già noto per una precedente e violentissima aggressione nei confronti di un agente presso altra Casa Circondariale della penisola – episodio che aveva determinato l’applicazione della sorveglianza particolare e il successivo trasferimento a Uta – ha aggredito con estrema violenza l’agente del piano non appena veniva aperta la cella, colpendolo ripetutamente con uno sgabello. Nel tentativo di prestare soccorso al collega sono intervenuti altri due agenti, anch’essi colpiti dal detenuto. Solo grazie all’intervento di ulteriore personale di Polizia Penitenziaria è stato possibile immobilizzare l’aggressore ed evitare conseguenze ancora più drammatiche. Il bilancio dell’aggressione è pesantissimo: un agente ha riportato la frattura di una mano con 30 giorni di prognosi, un secondo agente ha subito la frattura di una costola con ulteriori 30 giorni di prognosi, mentre il terzo è stato colpito al gomito riportando almeno 10 giorni di prognosi, tutti certificati dall’ospedale.
Il Segretario Generale Regionale Giovanni Villa Dichiara:“Intanto esprimiamo la nostra vicinanza ai colleghi con l’augurio di una pronta guarigione. L’episodio odierno rappresenta l’ennesima conferma di una situazione ormai fuori controllo all’interno dell’istituto di Uta, dove la presenza di un numero elevato di detenuti sottoposti al regime del 14 bis, stimabile in almeno 6/8 unità e quasi tutti trasferiti da altri istituti, sta creando enormi difficoltà operative e seri rischi per la sicurezza del personale. Tali trasferimenti hanno determinato una concentrazione eccessiva di soggetti ad altissima pericolosità. A questo quadro già critico si aggiunge la prossima apertura del reparto 41 bis, che non può che complicare ulteriormente la gestione del personale e della sicurezza interna. I servizi vengono quotidianamente disposti con un numero di agenti inferiore ai livelli minimi di sicurezza, esponendo la Polizia Penitenziaria a rischi inaccettabili. Non a caso lo stesso PRAP ha emanato un interpello per l’invio di rinforzi presso l’istituto di Uta, ammettendo di fatto una grave carenza di organico. Desta inoltre forte preoccupazione il fatto che alcuni detenuti sottoposti al regime del 14 bis abbiano espletato la sorveglianza particolare all’interno delle sezioni, scelta che aumenta in modo esponenziale i rischi per il personale e che appare del tutto incompatibile con le esigenze di sicurezza. Alla luce di quanto accaduto, si chiede con forza l’immediato trasferimento dei detenuti 14 bis presenti a Uta, lo stop all’invio indiscriminato di soggetti ad altissima pericolosità, finanche ai penitenziari di Bancali e Massama, il ripristino immediato di adeguati livelli di sicurezza.”
E conclude: “La Polizia Penitenziaria non può continuare a pagare con la propria salute e con il proprio sangue scelte gestionali sbagliate e una programmazione assente.La sicurezza del personale non è negoziabile.”











