Gas nel Sud Sardegna, Urpi: “Il TAR sblocca lo stallo sul terminal GNL. Ora la Regione decida subito”.
La recente sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio sul progetto del terminale GNL nel Porto Canale di Cagliari riporta al centro dell’attenzione una questione strategica per il futuro energetico del Sud Sardegna.
Il TAR ha accertato l’illegittimità del silenzio delle amministrazioni sul procedimento relativo al progetto presentato da Sardinia LNG, ordinando di concludere l’iter con un provvedimento
espresso e ponendo così fine a uno stallo amministrativo che dura da anni.
Già il 7 febbraio 2025 il consigliere regionale Alberto Urpi aveva presentato un’interrogazione
all’Assessore dell’Industria della Regione Autonoma della Sardegna, chiedendo di chiarire le ragioni del mancato rilascio dell’intesa regionale necessaria per l’autorizzazione del terminal e sollecitando una decisione rapida per garantire la disponibilità di gas metano nel Sud Sardegna.
“Questa sentenza – dichiara Alberto Urpi – conferma quello che sosteniamo da tempo: non è accettabile che un’infrastruttura strategica resti bloccata per anni senza una decisione. Il Sud
Sardegna ha bisogno di gas metano subito, per ridurre i costi energetici per famiglie e imprese e per sostenere il sistema produttivo”.
Secondo Urpi, il ritardo nell’autorizzazione del terminale sta penalizzando cittadini e imprese, costretti a utilizzare combustibili più costosi e più inquinanti, mentre il Porto Canale di Cagliari
continua a perdere opportunità di sviluppo.
“Il progetto del terminal GNL – prosegue Urpi – rappresenta una soluzione rapida e concreta per
portare il metano nel Sud Sardegna e rilanciare il porto di Cagliari anche come hub energetico e
logistico nel Mediterraneo”.
Alla luce della decisione del TAR, Urpi rivolge quindi un nuovo appello alla Regione: “Adesso non ci sono più alibi. La Regione Sardegna deve assumere una decisione chiara e motivata.
Continuare a rinviare significa penalizzare il territorio, le imprese e migliaia di famiglie che attendono da anni una soluzione”.
“Il Sud Sardegna – conclude Urpi – non può restare ancora senza metano mentre altre realtà del
Paese investono in infrastrutture energetiche moderne. È il momento di decidere”.
La recente sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio sul progetto del terminale GNL nel Porto Canale di Cagliari riporta al centro dell’attenzione una questione strategica per il futuro energetico del Sud Sardegna.
Il TAR ha accertato l’illegittimità del silenzio delle amministrazioni sul procedimento relativo al progetto presentato da Sardinia LNG, ordinando di concludere l’iter con un provvedimento
espresso e ponendo così fine a uno stallo amministrativo che dura da anni.
Già il 7 febbraio 2025 il consigliere regionale Alberto Urpi aveva presentato un’interrogazione
all’Assessore dell’Industria della Regione Autonoma della Sardegna, chiedendo di chiarire le ragioni del mancato rilascio dell’intesa regionale necessaria per l’autorizzazione del terminal e sollecitando una decisione rapida per garantire la disponibilità di gas metano nel Sud Sardegna.
“Questa sentenza – dichiara Alberto Urpi – conferma quello che sosteniamo da tempo: non è accettabile che un’infrastruttura strategica resti bloccata per anni senza una decisione. Il Sud
Sardegna ha bisogno di gas metano subito, per ridurre i costi energetici per famiglie e imprese e per sostenere il sistema produttivo”.
Secondo Urpi, il ritardo nell’autorizzazione del terminale sta penalizzando cittadini e imprese, costretti a utilizzare combustibili più costosi e più inquinanti, mentre il Porto Canale di Cagliari
continua a perdere opportunità di sviluppo.
“Il progetto del terminal GNL – prosegue Urpi – rappresenta una soluzione rapida e concreta per
portare il metano nel Sud Sardegna e rilanciare il porto di Cagliari anche come hub energetico e
logistico nel Mediterraneo”.
Alla luce della decisione del TAR, Urpi rivolge quindi un nuovo appello alla Regione: “Adesso non ci sono più alibi. La Regione Sardegna deve assumere una decisione chiara e motivata.
Continuare a rinviare significa penalizzare il territorio, le imprese e migliaia di famiglie che attendono da anni una soluzione”.
“Il Sud Sardegna – conclude Urpi – non può restare ancora senza metano mentre altre realtà del
Paese investono in infrastrutture energetiche moderne. È il momento di decidere”.













