Fiumi in piena ovunque, l’emergenza idrica è solo un ricordo: nel sud Sardegna invasi pieni e acqua in abbondanza. Soffrono però le produzioni agricole: campi sott’acqua e carciofaie in affanno.
In generale, si stima che gli invasi hanno raggiunto anche il 75% della loro capacità, mentre a dicembre, il dato fornito dalla Regione, sanciva il 39%
I dati Enas pubblicati due giorni fa descrivono una situazione rassicurante: le abbondanti piogge di queste ultime settimane hanno compensato le mancanze dei mesi scorsi, annientando la grande sete che, sino ad autunno inoltrato, ha determinato gravi restrizioni idriche in più territori. Dal Sulcis al Campidano, insomma, molti rubinetti erano a secco. Complici le condotte colabrodo che spesso hanno disperso il bene prezioso, la siccità ha monopolizzato l’attenzione degli enti sovraordinati. Il quadro generale ora è cambiato: i corsi d’acqua in piena testimoniano l’abbondaza che scorre veloce, nessun fiume o canale è esente e ciò fa ben sperare per i mesi futuri. Non solo: il maltempo non è ancora finito. Sono previste infatti ancora precipitazioni nei prossimi giorni che non possono che ristorare ulteriormente gli invasi ma che gettano nella preoccupazione gli imprenditori agricoli. Campi letteralmente allagati e colture sott’acqua: in queste settimane a soffrire di più è la produzione dei carciofi che ha rallentato notevolmente la crescita. Partita male a causa del caldo persistente e della siccità, la delizia verde ora deve fare i conti, quasi paradossalmente, con il problema opposto. È ancora troppo presto per la stima dei danni, approssimativamente, però, si calcolano già migliaia di euro persi a ettaro coltivato.
I dati Enas pubblicati due giorni fa descrivono una situazione rassicurante: le abbondanti piogge di queste ultime settimane hanno compensato le mancanze dei mesi scorsi, annientando la grande sete che, sino ad autunno inoltrato, ha determinato gravi restrizioni idriche in più territori. Dal Sulcis al Campidano, insomma, molti rubinetti erano a secco. Complici le condotte colabrodo che spesso hanno disperso il bene prezioso, la siccità ha monopolizzato l’attenzione degli enti sovraordinati. Il quadro generale ora è cambiato: i corsi d’acqua in piena testimoniano l’abbondaza che scorre veloce, nessun fiume o canale è esente e ciò fa ben sperare per i mesi futuri. Non solo: il maltempo non è ancora finito. Sono previste infatti ancora precipitazioni nei prossimi giorni che non possono che ristorare ulteriormente gli invasi ma che gettano nella preoccupazione gli imprenditori agricoli. Campi letteralmente allagati e colture sott’acqua: in queste settimane a soffrire di più è la produzione dei carciofi che ha rallentato notevolmente la crescita. Partita male a causa del caldo persistente e della siccità, la delizia verde ora deve fare i conti, quasi paradossalmente, con il problema opposto. È ancora troppo presto per la stima dei danni, approssimativamente, però, si calcolano già migliaia di euro persi a ettaro coltivato.










