In Sardegna cresce il numero degli anziani vittime di truffe sempre più sofisticate. I malviventi si presentano come agenti delle forze dell’ordine, tecnici, operai, corrieri, impiegati di banca o comunali, ma anche come lontani parenti o addirittura sacerdoti, facendo leva sulla fiducia e sulla fragilità delle persone più anziane. Un fenomeno preoccupante, che però registra anche un aumento dei casi “a lieto fine”, grazie a indagini rapide e all’arresto di numerosi truffatori.
A rilanciare con forza il tema della prevenzione è ANAP Confartigianato Sardegna, l’Associazione Nazionale Anziani e Pensionati, che rinnova il suo appello alla consapevolezza, alla solidarietà e alla responsabilità collettiva. Un richiamo necessario, perché gli anziani – soprattutto quelli soli – restano tra i bersagli più esposti di una criminalità che agisce senza scrupoli.
“È necessario non abbassare la guardia e questi fatti non devono lasciarci indifferenti – dice Giovanni Mellino, presidente di ANAP Confartigianato Sardegna –. Le truffe ai danni delle persone fragili rappresentano un problema sociale grave, purtroppo ancora molto attuale”.
Le cronache quotidiane confermano quanto sia fondamentale un’azione coordinata tra Istituzioni, Forze dell’Ordine, associazioni e mezzi di informazione, per garantire una tutela efficace dei cittadini più deboli. “Il nostro ringraziamento più sentito – aggiunge Mellino – va a chi ogni giorno difende la comunità con interventi che portano all’individuazione e alla cattura dei truffatori”.
ANAP Sardegna è da tempo impegnata in campagne di informazione e sensibilizzazione, come il progetto “Più Sicuri Insieme”, nato proprio per contrastare il fenomeno dei raggiri. “Con iniziative realizzate in collaborazione con le Forze dell’Ordine locali – spiega il presidente – promuoviamo percorsi di educazione alla sicurezza e incontri informativi rivolti agli anziani e alle loro famiglie, per imparare a riconoscere i tentativi di truffa e reagire con prontezza”.
La campagna punta su strumenti pratici di difesa: verificare sempre l’identità di chi telefona o si presenta alla porta, non cedere a richieste di denaro motivate da false urgenze e segnalare immediatamente qualsiasi dubbio alle Forze dell’Ordine. “È fondamentale diffondere consapevolezza senza creare allarmismo – sottolinea Mellino – perché conoscere i meccanismi più diffusi, come quello del finto agente di pubblica sicurezza, è la prima vera arma di protezione”.
ANAP Confartigianato Sardegna ribadisce infine l’importanza di fare rete e investire sulla prevenzione. “Siamo vicini ai nostri anziani, alle fasce più deboli e alle comunità – conclude Mellino – e continueremo a lavorare senza sosta per diffondere informazioni utili, creare momenti di confronto e sostenere i cittadini più vulnerabili, affinché simili episodi non si ripetano”.













