Si è conclusa la prima serata del Festival di Sanremo che non ha riservato particolari sorprese. Una serata senza intoppi in cui tutti e 30 gli artisti in gara hanno cantato per la prima volta il loro brano. La serata si apre, come ol preannunciato, con un commosso e doveroso omaggio a Pippo Baudo che con i suoi 13 Festival ha cambiato per sempre la storia della kermesse. Chiacchierina come sempre e spontanea Laura Pausini, che quel palco lo conosce bene. Sfrutta le battute per stemperare i momenti dei piccoli errori con classe, raccogliendo il consenso del pubblico in sala.
Sul palco oltre alla Pausini, accanto a Carlo Conti ha presentato Can Yaman. Il noto attore turco, decisamente emozionato, si è adeguato perfettamente alla serata con rispetto ed eleganza. Super ospite Tiziano Ferro, che – acclamatissimo dal pubblico- presenta un medley dei suoi successi. Iconico.
Le canzoni in gara
Ditonellapiaga, “Che fastidio”- 6 e mezzo- Look da bambola, immagine che buca lo schermo per bellezza e carisma. Ditonellapiaga, all’anagrafe Margherita Carducci, fa un elenco di ciò le realtka infastidisce, da Milano al pilates, dagli imbucati alle feste ai tronisti. Un elenco che non risparmia niente e nessuno irriverente e ironico.
Michele Bravi, “Prima o poi”, 6 – Michele Bravi torna al Festival con un brano perfettamente nel suo stile, delicato ed intimista. Bravi racconta la fine di una storia con malinconia nel tentativo di ritrovare se stesso. “Ricomincio sempre/ A scorrere le foto fino all’infinito”, canta Bravi con nostalgia. Da riascoltare.
Sayf, “Tu mi piaci tanto”, 5- Nato in Liguria ma con madre tunisina il rapper 26enne porta sul palco dell’Ariston con riferimenti biografici e non solo, citando anche (ironicamente) lo slogan Berlusconiano “L’Italia è il Paese che amo”. Ritornello che acchiappa e che piacerà ai più giovani.
Mara Sattei, “Le cose che non sai di me”- 6- Delicata e raffinata come sempre, Mara Sattei parla d’amore con sfondo la bellissima Roma. Una storia in cui sentimenti e parole fanno crescere il rapporto. Ballata per i cuori più romantici.
Dargen D’Amico, “AI AI- 6 – Dargen torna con suo sarcasmo ma questa volta qualcosa arriva meno forte rispetto al passato. Ironia e ritmo non mancano mai, e Dargen sfrutta la platea sanremese per parlare di uno degli argomenti più chiacchierati degli ultimi tempi, ovvero l’intelligenza artificiale. Attualità trattata con leggerezza ms non superficialità.
Arisa, “La mia favola”, 6 e mezzo- Elegantissima nel look e nella voce, Arisa non delude le aspettative con una ballata romantica e intima in cui parla di sè.
Luchè, “Labirinto”, 5- Il rapper 45enne racconta attraverso la metafora del labirinto il delicato percorso di ogni essere umano che si trova di fronte a paure e ansie. Non deluderà i fan dell’artista e magari conquisterà un nuovo pubblico.
Tommaso Paradiso, “I romantici”, 6 e mezzo- Paradiso calca per la prima volta il palco dell’Ariston con un grano dedicato alla sua bimba, dolce e delicato come può essere un neo papà. Sanremese, e non è un difetto.
Elettra Lamborghini, “Voilà”, 4 e mezzo- Elettra torna a Sanremo e fa…Elettra Lamborghini. Spiritosa, ironica e sensuale farà ballare anche nei prossimi mesi.
Patty Pravo, “Opera”, 7 e mezzo- La divina Patty torna al Festival con la sua classe innata che non ha bisogno di altro. Riempie la scena come solo una diva vera sa fare.
Samurai Jay, “Ossessione”, 3- Incontrerà il gusto di chi ama il Reggaeton, ma il guizzo non c’è.
Raf, “Ora e per sempre”, 5 e mezzo- Raf non stupisce e probabilmente va bene così. Il suo brano è perfettamente nello stile del repertorio, con il romanticismo a cui ci ha sempre abituati.
J-Ax, “Italia starter pack”, 7- L’amatissimo rapper torna sul palco da solista in versione country e convince già al primo ascolto con un brano su contraddizioni e miserie italiane.
Fulminacci, “Stupida sfortuna”, 6- Il giovane cantautore non si discosta dal suo stile pop moderno e fa bene.
Levante, “Sei tu”, 7 e mezzo- Levante torna al Festival in una nuova veste rispetto alle due precedenti partecipazioni. Stile d’altri tempi nel look e voce splendida come sempre incorniciano un brano che parla degli effetti dell’amore e di come ci si arrende dolcemente ai sentimenti. Da ascoltare con attenzione.
Fedez-Masini, “Male necessario”, 7- L’atteso duetto, dopo la cover di “Bella stronza” dello scorso anno, unisce come prevedibile le barre di Fedez e la voce potente di Masini, sempre impeccabile. Un brano che sprona ad attraversare i momenti peggiori con coraggio che diventano “male necessario” per ritrovare la speranza.
Ermal Meta, “Stella stellina”, 7 e mezzo- L’orrore della guerra visto attraverso gli occhi di un uomo che ritrova la bambola di una bimba morta sotto le bombe. Le sonorità della sua terra raccontano con delicatezza e allo stesso tempo crudezza ciò che la guerra comporta. Sul colletto della camicia di Ermal appare una parola, “amal”, e altri nomi di bimbi palestinesi sui suoi abiti che l’artista ha cucito di suo pugno. Aysha, Amal, Layla, Nour, Hind, che importa, forse niente, forse tutto. Figlie di nessuno, figlie di tutti.”
Serena Brancale, “Qui con me”, 8- Dopo l’enorme successo di “Anema e core” dello scorso anno, Serena torna con una ballata struggente dedicata alla madre che non c’è. Arriva dritta e commuove.
Nayt, “Prima che”, 4- il rapper presenta al Festival un brano che non stupisce ma che è fedele all’essenza del giovane rapper.
Malika Ayane, “Animali Notturni”- 6 e mezzo- Sonorità nuove per la raffinatissima Malika, che esce dalla sua confort zone e sorprende. Parla di amore sì, ma quello consapevole e che parte da sè stessi. Immagini evocative rendono il testo efficace.
Eddie Brock, “Avvoltoi”- 3- Non si sa se sia per l’emozione della prima volta all’Ariston, ma il cantante romano non rende al meglio nella sua mega ballad romantica.
Sal Da Vinci, “Per sempre sì”, 4- Torna a Sanremo dopo 17 anni Sal Da Vinci con un brano dal sapore chiaramente neomelodico che potrebbe conquistare il pubblico come “Rossetto e caffè”.
Enrico Nigiotti, “Ogni volta che non so volare”, 6- Brano introspettivo e nostalgico con un testo che è un viaggio nei ricordi. Un buon ritorno per il 38enne livornese che sa parlare di sentimenti con semplicità.
Tredici Pietro, “L’uomo che cade”, 6- Il rapper bolognese, figlio di Gianni Morandi, è per la prima volta a Sanremo con un brano che farà strada. “Parla del fatto che non esiste un punto di arrivo, né un punto di partenza ma esiste solo il percorso. Sta tutto nel percorso e l’ho capito sulla mia pelle”, ha raccontato in un’intervista a Raiplay.
Bambole di Pezza, “Resta con me”, 6ve mezzo – La prima rock band sul palco dell’Ariston sorprende piacevolmente con un brano cantato e suonato molto bene che arriva al primo ascolto. Furbetto.
Chiello, “Ti penso sempre”, 5- Brano onesto e senza sovrastrutture che combacia con ciò che l’artista ha sempre cantato. Non deluderà i fan.
27. Maria Antonietta e Colombre, “La felicità e basta”, 6 e mezzo- Coppia sul palco e nella vita, sono davvero belli anche da vedere. Brano che arriva subito, più raffinato di quanto possa suggerire il primo ascolto e molto in linea con il loro stile.
Leo Gassmann, “Naturale”, 5- Il giovane cantante ma ormai anche apprezzato attore porta anche lui sul palco l’amore. L’emozione un po’ lo tradisce in un brano forse troppo urlato e non sono emerse totalmente le sue capacità. Per ora, peccato.
Francesco Renga, “Il meglio di me”, 6- Renga torna al Festival in solitaria dopo il duetto con Nek. Veterano della kermesse, va sul sicuro sfruttando le sue incredibili doti vocali in una brano decisamente pop come ci ha abituati.
LDA – Aka7Even, “Poesie Clandestine”, 5 e mezzo- I due rapper si preparano all’estate con un bravo ammiccante al pubblico più giovane. Farà strada nei prossimi mesi.
Le canzoni più votate della prima serata da sala stampa e tv sono quelle di Arisa, Fulminacci, Serena Brancale, Ditonellapiaga, Fedez e Masini













