Emergenza affitti a Quartu: “Il Comune farà da garante per le famiglie bisognose”

In città molti proprietari non affittano perché temono di non essere pagati, patto tra Comune e associazioni dei padroni di appartamenti: “Canone concordato per chi ha l’Isee sotto i 15mila euro”. Trentamila euro a disposizione, in caso di morosità pagherà l’amministrazione comunale: tutti i dettagli 

È la mancanza di fiducia, soprattutto, che blocca la stipula di contratti di affitto di case a Quartu. Il proprietario di turno teme di non essere pagato e, nel dubbio, preferisce tenere la casa vuota. Nella terza città della Sardegna è lo stesso Comune a notare che “negli ultimi anni il disagio abitativo nel settore affitti è cresciuto a livello esponenziale”. E allora, grazie ai fondi del settore delle Politiche abitative, il Comune è pronto a farsi garante nei confronti dei padroni delle case. C’è l’accordo tra amministrazione comunale e le organizzazioni sindacali Federproprietà e Confedilizia, con tanto di delibera di Giunta: le associazioni che riuniscono e tutelano i proprietari degli immobili dovranno sponsorizzare il progetto comunale e fornire assistenza a chi è il titolare delle case. L’aiuto sarà dato unicamente a chi ha un’Isee inferiore a 15mila euro, risultare residente a Quartu, nel caso di stranieri avere regolare permesso di soggiorno ed essere già in carico al servizio sociale nell’ambito di un progetto di sostegno educativo finalizzato al superamento della condizione di disagio alloggiativo e, eventualmente, anche socio-lavorativo. Solo con questi requisiti l’amministrazione comunale pagherà, in caso di morosità, 3 mensilità arretrate e un anno intero in caso di situazioni particolari, oltre a una copertura assicurativa per eventuali danni all’immobile, sul quale saranno effettuate delle verifiche periodiche da parte del personale delle Politiche sociali.
Il piano serve, soprattutto, a dare un tetto sicuro a tanti bisognosi e bloccare eventuali sfratti. I padroni di casa che prenderanno parte al progetto dovranno, infatti, comunicare al Comune qualunque tipo di eventuale problema già dopo il primo mese di affitto. “Molte case non vengono affittate a una certa fascia di utenti perchè i proprietari non sono sicuri di ricevere l’affitto”, nota il vicesindaco Tore Sanna. “In questo modo, la garanzia del Comune sarà fondamentale. Garantiremo, infatti, che in caso di inadempienze contrattuali da parte delle famiglie subentreremo noi. Così tanti cittadini potranno sentirsi più sicuri e avere una casa”. L’accordo è stato stretto sia con Stefano Tolu, responsabile provinciale di Federproprietà, l’associazione che riunisce i proprietari di case e immobili, sia con Carmelo Idda, responsabile provinciale di Ape Confedilizia: “Il nostro compito”, spiega Idda, “sarà quello di sensibilizzare tutti gli associati a mettere sul mercato gli immobili anche per persone con le quali non hanno mai stipulato contratti”. E proprio i contratti “sono transitori, con una durata non lunghissima, si tratta di un progetto pilota. Se il progetto darà buoni frutti, però, sarà implementato. E i proprietari degli appartamenti pagheranno una cedolare secca non del ventuno ma solo del 10 per cento”. Stefano Tolu aggiunge che “c’è una grave emergenza a Quartu, partecipiamo con convinzione a questo progetto per favorire l’incontro tra i nostri proprietari e i meno abbienti, si tratta di un importante progetto sociale. Il Comune, nella fase iniziale, ha messo sul piatto trentamila euro, una cifra non alta con la quale si potranno aiutare una trentina di famiglie. Si tratta di un progetto pilota, speriamo vivamente che possa svilupparsi e avere anche maggiori risorse”.


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