Non si parte e non si arriva, Sardegna sempre più isolata ma Solinas boccia le low cost

Nell’incontro con i sindacati il presidente della Regione ha detto che per gli spostamenti non ci si può affidare alle compagnie che propongono tariffe vantaggiose ma senza garanzie sufficienti. Intanto, i prezzi schizzano alle stelle e spostarsi diventa sempre più costoso e difficile

Non è solo perché è Natale, era lo stesso in estate e sarà la stessa identica cosa per Pasqua, i ponti e per tutte le feste comandate. La Sardegna è ostaggio di sé stessa, non si può partire né arrivare a meno di non essere prima di tutto molto fortunati a trovare un posto e poi anche disposti a tirar fuori un bel po’ di soldi per i biglietti. Un caos totale, con la continuità territoriale moribonda e nessuna novità con creta e soprattutto a lunga durata all’orizzonte.

Sull’argomento oggi il presidente della Regione Solinas ha visto i sindacati. E ha, di fatto, bocciato le compagnie low cost. E’ stato lo stesso Solinas a ribadire la necessità di garantire il diritto alla mobilità ai sardi e a chi visita l’isola. “I sardi che si spostano per motivi di lavoro, per motivi di studio o di salute hanno bisogno di avere certezza di collegamenti; certezza di potersi spostare sempre allo stesso prezzo, sempre con le stesse frequenze, possibilmente con aerei che abbiano una certa e discreta qualità. Su questo – evidenzia sempre il presidente – stiamo lavorando di concerto con l’Unione europea, per far comprendere a Bruxelles che il sistema della nostra Isola non può basarsi solo sulle low cost”.

 

Non resta dunque che attendere Bruxelles. Con la speranza che il governo nazionale si faccia seriamente carico del problema dei problemi per i sardi.


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