Educatori e presidi furiosi a Cagliari: “Il sostegno ai disabili non si tocca, trovate i soldi o sarà battaglia”

Sono circa 400 i lavoratori con le ore tagliate dalla Città Metropolitana per i fondi non dati dalla Regione. La rabbia è tanta. Maria Grazia Sanna, dirigente dell’Eleonora d’Arborea: “Solo nella mia scuola una ventina di disabili, rischiano di avere seri problemi a seguire le lezioni”. Carlo Marras: “I genitori hanno già tanti problemi, ingiusto scaricare su di loro le liti della politica. Siamo pronti a scioperare per i nostri stipendi


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Studenti disabili con ore buche per l’assenza degli educatori, a loro volta già sul piede di guerra per gli stipendi tagliati, in automatico, con la sforbiciata del 30% delle ore settimanali decisa dalla Città Metropolitana, in seguito al mancato finanziamento extra chiesto per ben due volte alla Regione. Nel Cagliaritano esplode la protesta, tra la preoccupazione dei dirigenti scolastici e la disperazione degli stessi educatori. Sono circa 400, divisi in due cooperative: “Meno ore uguale meno soldi”, taglia corto Carlo Marras, delegato sindacale delle centinaia di quei lavoratori elogiati ma, allo stesso tempo, colpiti dalla tagliola della Città Metropolitana. “Spesso garantiscono un servizio anche con un numero di ore limitato, ma ora è troppo. Il loro è un servizio irrinunciabile per le famiglie”, tuona, “che deve continuare ad essere assolutamente garantito. I problemi tra le varie realtà politiche non devono essere scaricati sulle famiglie dei giovani disabili, hanno già tante preoccupazioni. Si tratta di enti pubblici, chiamati a garantire i servizi previsti dalla legge. Si parla di soggetti fragili, faremo un’assemblea tra tutti i lavoratori per organizzare una protesta e uno sciopero”.
All’Eleonora d’Arborea, una delle scuole superiori più frequentate di Cagliari, la dirigente Maria Grazia Sanna è preoccupata: “Proprio sabato scorso ho incontrato i primi due operatori, nel mio istituto ci sono una ventina di studenti disabili. Chi è tra la prima e la terza ha 24 ore coperte, gli altri arrivano a trenta tra insegnante di sostegno ed educatore”, racconta. “È sicuramente gravissimo il fatto che non potranno coprire tutte le ore, si tratta di un grave disagio che colpirà i ragazzi. E i docenti standard non possono certo sostituirsi agli educatori, si tratta di due ruoli totalmente differenti, ognuno ha le proprie competenze. Spero vivamente che si trovino i soldi per garantire il servizio al cento per cento”.


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