BoTrentatré anni vissuti fuori dalla Sardegna, in gran parte in Toscana, nella Maremma, tra lavoro e vita costruita sul Continente. Poi il ritorno. Definitivo. Da dieci giorni Patrizia Deriu, nata a Bosa, è rientrata stabilmente nella sua terra, lasciandosi alle spalle un lavoro sicuro per seguire quello che sentiva nel corpo e nell’anima: il bisogno profondo di casa.
Per quasi tutti questi anni Patrizia ha vissuto in Maremma, andando ogni giorno al mare. Un mare vicino, presente, ma che non è mai riuscito a colmare la nostalgia di quello della sua isola. “Più lo guardavo, più mi mancava il mare della Sardegna”, racconta. “È diverso, non solo nei colori, ma in quello che ti fa sentire”.
Patrizia era rientrata in Sardegna già nel giugno del 2025. A novembre, il 5 per l’esattezza, aveva accettato una proposta di lavoro alle terme di Saturnia, in Toscana: un impiego stabile e sicuro. Ma qualcosa non tornava. Il corpo parlava chiaro: insonnia, nervosismo, affanno, una sensazione costante di non essere nel posto giusto.
“Ero lì fisicamente, ma mentalmente e interiormente ero sempre in Sardegna. Non mi sentivo in armonia con l’ambiente”, spiega. “Il mio corpo mi stava chiedendo di tornare”.
Non era solo il mare a mancarle. A pesarle era anche la distanza da un certo modo di vivere: l’educazione dei giovani, il rispetto per gli anziani, l’umanità nei rapporti quotidiani. Valori che Patrizia riconosce come profondamente sardi e che, col tempo, sentiva di aver perso vivendo lontano dall’Isola.
La scelta è stata netta: rinunciare al lavoro e rientrare definitivamente in Sardegna.
Alla casa di famiglia di Bosa, Patrizia ritrova il suo orto: rosmarino, limoni, arance, radicchio e altre erbe. Un legame concreto con la terra e con le radici. Oggi, invece, si trova nella zona del Lago Omodeo, che lei stessa definisce “un polmone”, un luogo dove la natura aiuta a respirare meglio, dentro e fuori.
È innamorata di ogni angolo dell’Isola e delle sue tradizioni. Un’emozione riscoperta anche durante le Cortes Apertas, dove racconta di essersi sentita “felice come una bambina”, tra sapori antichi, profumi di casa e gesti tramandati da generazioni.
La sua è una storia di radici che non si spezzano, anche dopo 33 anni lontano. Nonostante una vita costruita altrove, Patrizia non ha mai smesso di sentirsi profondamente sarda. “Sono sardissima fino al midollo”, dice.
Per lei la Sardegna non è solo un luogo geografico, ma un altro ritmo di vita, un altro modo di stare al mondo: meno stress, più umanità, più tempo. “In ogni angolo della Sardegna sarei felice”, afferma. “Qui ho ricominciato a respirare”.













