A raccontare quanto accaduto sono Chris e Stef, agenti dello spettacolo cagliaritani che hanno accompagnato il gruppo, composto da circa dieci persone, tutte sotto la loro responsabilità.
Il volo di rientro era previsto mercoledì alle 18:50 da Comiso, con scalo a Roma-Fiumicino. Ma la partenza è stata annullata per presunti motivi legati al maltempo. Una comunicazione che ha lasciato il gruppo senza alternative concrete.
All’ufficio informazioni è stata proposta un’unica soluzione: pernottare in hotel anticipando tutte le spese, con promessa di rimborso tramite reclamo, e ripartire il giorno successivo con il volo delle 7:10. Una scelta quasi obbligata, anche perché l’aeroporto avrebbe chiuso alle 23, impedendo di trascorrere la notte all’interno della struttura.
Non senza difficoltà, il gruppo ha accettato. Molti componenti hanno dovuto affrontare problemi economici per anticipare i costi di hotel e taxi. Tra loro anche una bambina di undici anni.
La mattina seguente, tutti di nuovo in aeroporto, sempre a proprie spese. Ma i problemi non erano finiti. Il volo risultava in ritardo perché, secondo quanto comunicato, l’equipaggio doveva riposarsi. Una motivazione che ha lasciato increduli i passeggeri.
Temendo di perdere la coincidenza per Cagliari, il gruppo ha spostato il volo pomeridiano da Roma-Fiumicino. Intanto, l’attesa continuava senza aggiornamenti chiari.
Poi l’annuncio inatteso: niente partenza immediata da Comiso, ma trasferimento in pullman fino a Catania per prendere il volo delle 14:00 per Roma e successivamente quello delle 16:00 per Cagliari. Un vero e proprio viaggio della speranza.
Il volo delle 14:00 è però decollato solo alle 15:30, facendo saltare nuovamente la coincidenza per la Sardegna. A quel punto, l’ennesima corsa contro il tempo per riprogrammare il rientro. Non senza ulteriori tensioni: inizialmente sarebbe stata richiesta persino una penale per il cambio orario, nonostante il disservizio fosse totalmente imputabile alla compagnia.
Alla fine, il rientro è avvenuto con il volo delle 20:30. Esausti e stremati.
Le conseguenze sono state pesanti. Due giorni di lavoro persi per alcuni, visite mediche saltate per altri, assenze scolastiche per i più giovani. Oltre ai danni economici, resta il senso di frustrazione per una gestione giudicata inadeguata e priva di assistenza concreta.
Non si tratta, secondo Chris e Stef, di un episodio isolato. «Non è la prima volta che succede. Ogni volta che ci rechiamo in Sicilia riscontriamo problemi. Su tre trasferte di lavoro, abbiamo sempre subito disservizi significativi».
Un paradosso per chi lavora stabilmente tra Cagliari e Catania e ha sempre creduto nel valore degli scambi culturali e professionali tra le due isole.
«Ci troviamo molto bene a lavorare tra Sardegna e Sicilia, ma situazioni come questa stanno facendo venire meno l’entusiasmo nell’organizzare nuovi progetti».
Ora il gruppo attende risposte e un eventuale risarcimento per i danni subiti. Resta una domanda aperta: quanto tempo servirà prima che disservizi di questo tipo smettano di trasformare un rientro a casa in un’odissea?












