Gianni Chessa, consigliere regionale ed ex assessore al Turismo della Regione Sardegna, ci va cauto sul lieve calo che ha registrato Cagliari nel 2025 in controtendenza rispetto al resto dell’isola.
“Può essere fisiologico, non c’è da allarmarsi, ma di sicuro c’è da monitorare l’andamento attuale e quello prossimo futuro, con l’estate alle porte”, spiega. Nessun allarme immediato, dunque, ma attenzione sì. Perché se il calo dovesse confermarsi anche il prossimo anno, allora sarebbe necessario aprire una riflessione seria su cosa fare per mantenere Cagliari nel ruolo che ha conquistato negli ultimi anni: quello di città turistica in costante crescita.
Chessa rivendica i risultati ottenuti durante il suo mandato: “Quando ho iniziato il traffico passeggeri dell’aeroporto di Cagliari era intorno ai 3 milioni e mezzo. L’ho lasciato a oltre 5 milioni. Sono dati ufficiali”. Una crescita importante che, secondo l’ex assessore, è stata frutto di investimenti in promozione, comunicazione e grandi eventi culturali e sportivi.
Ora, però, serve una regia chiara. “Se il calo si ripete per due anni consecutivi allora bisogna intervenire. Un anno può starci, ma dobbiamo capire il perché”. Tra le possibili cause, il maltempo, una minore programmazione di eventi, una percezione diversa dell’offerta cittadina. “Il turista va catturato – nel senso buono – e soprattutto va mantenuto. Una cosa è farlo venire, un’altra è farlo tornare”.
Tra le proposte, una in particolare torna centrale: alleggerire i costi per le compagnie aeree low cost. “Io sarei per non mettere la tassa di soggiorno e per togliere le tasse che pesano sui voli. Se carichiamo sempre più costi sul turista rischiamo di perderlo. E quando lo perdi, non ci rimettono solo gli albergatori ma tutta la città”. Il riferimento è anche alla concorrenza di mete come Spagna e Grecia, facilmente raggiungibili e spesso più competitive dal punto di vista dei costi, sia per le compagnie che per i passeggeri.
Ma non è solo una questione di voli. Per rendere Cagliari attrattiva tutto l’anno, secondo Chessa, occorre puntare con decisione su grandi eventi sportivi e concerti di rilievo nazionale e internazionale. “I miei figli partono per i concerti, vanno ovunque. Perché non possiamo attrarre qui i giovani con grandi eventi? Cagliari potrebbe diventare la città dei concerti”.
Un sogno? Forse. Ma per l’ex assessore serve proprio questo: una visione. “Dobbiamo regalare un sogno ai cagliaritani e a chi ama questa città. Servono scelte coraggiose, grandi opere, investimenti importanti, anche con il coinvolgimento del pubblico e del privato”.
Altro nodo cruciale è la vivibilità urbana. “Una città turistica deve essere accogliente, sicura, dinamica e pulita. Il turista vuole vedere ordine intorno a sé”. Dalla manutenzione delle strade alla gestione dei parcheggi, fino alla possibilità per i locali di utilizzare gli spazi esterni per tutto l’anno, il che rende la città più viva e accogliente”.
Fondamentale, infine, l’ascolto. “Quando ero assessore al Turismo ero sempre in modalità di ascolto. Mi aiutava a conoscere le esigenze degli abitanti e delle attività produttive. Grazie a loro capivo cosa serviva davvero”.
La formula, secondo Chessa, non è complicata: ascolto costante, costi vantaggiosi per le compagnie aeree, più spazio agli imprenditori, eventi attrattivi durante tutto l’anno e una città curata e ordinata.
Perché Cagliari, che negli ultimi anni ha conosciuto una crescita significativa, non può permettersi di perdere terreno. Ha bisogno di una visione e del coraggio di realizzarla. Ha bisogno, conclude, “di un sogno vero, moderno, concreto”.









