Solinas: “Il sistema sanitario ha retto nonostante la pandemia”

Il presidente della regione ha convocato una conferenza stampa con l’assessore Nieddu proprio alla vigilia della manifestazione organizzata per venerdì prossimo dai comitati sardi uniti a tutela della sanità pubblica. L’appello di Solinas per la pace sanitaria: basta conflitti fra regione e comitati, serve leale collaborazione

“Serve una leale collaborazione fra istituzioni, perché ci prepariamo ad affrontare una stagione complessa. Non è possibile che ci sia un conflitto costante fra regione e comitati, perché questo esaspera il clima”. E’ del presidente della Regione Christian Solinas alla vigilia della manifestazione di protesta annunciata per venerdì prossimo, 24 settembre, a Cagliari da tutti i comitati sardi a sostegno della sanità pubblica che Solinas e l’assessore Mario Nieddu sono accusati di aver smontato a favore di quella privata. Non solo: altro tema caldo è quello dell’assegnazione dei medici nei territori. Impossibile trovarne in alcune zone, in particolare quelle interne, secondo Solinas anche a causa del clima negativo che si crea intorno. “Molti medici appena assunti vanno via, e dunque è nostra precisa responsabilità costruire un clima di serenità e collaborazione”, ha ribadito il governatore. “La pandemia ha messo a dura prova il sistema sanitario della Sardegna, come nel resto del mondo, ma abbiamo retto e siamo riusciti a offrire ai cittadini un servizio di alto livello. Nonostante, e questo è davvero il problema più grave anche nel resto d’Italia, le pesanti carenze di organico. La pandemia ha messo in evidenza errori di programmazione stratificati nei decenni, che non riguardano solo la Sardegna ma l’intero Paese. Per quanto ci riguarda, stiamo portando avanti un’azione incardinata su tre interventi: riforma sanitaria, è già stata approvata ma non ancora pienamente attuata, con aziende sanitarie nuove” che andranno a sostituire l’attuale azienda unica e che “per la prima volta prevedono una netta separazione fra prestazioni sanitarie e burocratiche: in pratica, le Asl devono solo prendere in carico i pazienti e tutto il resto farà capo ad Ares. Questo – ha proseguito Solinas – si intreccerà con la riforma della medicina territoriale che presenteremo a breve. E poi, la riforma della rete ospedaliera, che definirà le specialità degli ospedali nei territori”. Solinas ha poi ricordato che la regione ha assunto  1.587 medici laureati e abilitati, non specializzati, per far fronte all’emergenza Covid”.